BBABBARILLE

PERSONAGGIO POPOLANO: BABBARILLE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

 

“ …… povero e analfabeta, oggetto anch’egli di derisione, come tanti altri del popolino, da parte di quell’incorreggibile schiera di fannulloni, che trascorrevano il loro tempo ammizze a chiazze o ammizze u lareghe: giovinastri che si divertivano a prendere in giro gli infelici e a giocar loro insensati scherzi, spesso crudeli: <giovedì Bbabbarille, mentre la Banda suonava in piazza, si addormentò sulle scale del Duomo. Alcuni giovinastri gli bruciarono le estremità con della carta accesa. Bbabbarille svegliandosi bestemmiava come un turco. Che imprudenti!>.

Ammogliato e con figli, Bbabbarille sbarcava il lunario lavorando un po’ da facchino, un po’ da beccamorti e un po’ dando a nolo delle sedie nelle serate di festa, allorché la gente, vestita a nuovo, si intratteneva la sera ad ascoltare la musica o a fare lo ‘lo struscio’ nella piazza e per le strade illuminate.

Tempi difficili, ed erano tanti i poveracci senza lavoro e senza mestiere, per cui non mancava la concorrenza nei più comuni e semplici affari, nei quali si finiva molto spesso per litigare, anche aspramente: <Bbabbarille domenica, poiché era la festa del Carmine, aveva già disposto in bell’ordine le sue sedie allorché un altro affittasedie, Raffaele Saturnino, cominciò a litigare con lui per il miglior posto>.

Dall’accesa lite Bbabbarille uscì malconcio, riportando ferite per dieci giorni di cura.

Alcuni anni dopo ancora lui girava per le strade come banditore; per incarico delle parrocchie o delle confraternite, attraversava le piazze, le strade e i vicoli annunciando, al suono di una campanella, l’imminente festività parrocchiale o l’inizio di una novena: <Stasére a vindequattore s’accuminge u trivele a Sanda Marije. Nne mmangate!>