BBRITTI

PERSONAGGIO POPOLANO: BBRITTI

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

 

Disegno di Pasquale Forte

“ …… Nato da Alfonso e da Rosa Di Gioia, Angelo Michele Britti era un ciabattino molto noto per la sua figura smilza e per il suo carattere brillante ed estroverso.

Basso ed esile, un po’ calvo e un po’ gobetto, alla mancanza di doti fisiche sopperiva con la sua vivacità frizzante, con la sua intraprendenza e con le sue facezie.

Di idee socialiste, era attivo propagandista ed assiduo frequentatore della locale sezione Andrea Costa:Per festeggiare il risultato conseguito dai ‘compagni’ nelle elezioni, nelrestaurant dell’Allegriacondotto da Nicola Pilla, una ventina di socialisti e simpatizzanti si riunirono a fraterno simposio, durante il quale fu cantato con entusiasmo l’inno dei lavoratori. Al levar delle mense brindarono applauditissimi l’avv. Giuseppe Colucci, l’avv. Luigi Prencipe l’operaio Michele Britti e il contadino Felice Trincone”.

Una particolare attenzione gli tributava Gaetano Pitta, fondatore e direttore del Foglietto, al quale Britti inviava le sue originali lettere di protesta, dettate dalla sua attenta partecipazione alla vita cittadina.

Al di là della ilarità che provocava negli avversari (Britti era semianalfabeta), con le sue lettere riscuoteva un largo consenso tra i concittadini, che ammiravano in lui il coraggio e la passione civile.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Singolari anche nel commiato (Mi firmo come onesto operaio – Michele Britti calzolaio) e pubblicate sotto il titolo <I reclami di Britti>, quelle lettere accrebbero parecchio la notorietà dell’ometto, che divenne un personaggio popolare.

Non c’era corteo o manifestazione proletaria che non lo vedessero in prima fila, con la consueta paglietta sul cranio e la mantellina sulle spalle.

Il suo estro, però, esplodeva durante il Carnevale, che allora si festeggiava a Lucera, ………………………………………………………………………………………………………………………………………….

……………………………………………………………………………………………………………………………………………..

(1902), nel corso della celebrazione del 1° Maggio, Britti corse per la prima volta un serio pericolo: al ritorno della massa popolare dalla contrada Scorciabove, dove si era svolta la scampagnata, “presso i Pozzi Vecchi, il Delegato di P.S. Miroballo con carabinieri e guardie si fece innanzi per ordinare il rientro in città a gruppetti. Senonchè la folla che stava dietro non comprendendo e vedendo i militi prese a sbandarsi, a confondersi e a spingere.

Qualche milite cadde, furono estratte sciabole e pistole , si lanciarono sassi, alla fine qualche ferito e contuso.

Si procedette all’arresto di alcuni lavoratori. Poi, dopo una grande paura generale, tutto tornò regolare”.

Ma era contro gli amministratori comunali, che andavano al Circolo e si mettevano <una gamba sopra a un’altra e poi si accendevano un bel sigaro e si facevano la loro fumatina>.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Pieno di civismo, sensibile all’altrui miseria, elevava la sua protestaora in difesa dei derelitti, contro il malvezzo del cinismo e della derisione, ora contro il malgoverno dei reggitori municipali che, tollerando la rovina del Castello, ridotto a rudere e concesso al pascolo, si prodigavano solo nelle visite delle autorità per nascondere la realtà e offrire un diverso volto della città: <dai negozio di pane anno fatto levare il pane avante le porte cioè anche dei ristorante a via Troia, anche alle cantine si sono levate le bandiere…. allora a Lucera tanno si fa un po di pulizia guando vieno il prefetto, si ne va lui allora la pulizia non si fa più>.

………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Ma poi venne il 1910 a segnare una svolta decisiva nella vita dell’operaio Britti calzolaio. In quell’anno, tra le molte idee che di solito rendevano effervescente il nostro ometto e gli facevano compagnia nel chiuso della sua botteguccia al n. 37 del I° Vico S. Gaetano

 ……………………………………………………………………………………………………………………………

cominciò a pensare di accasarsi e infine si unì in matrimonio con Caterina Di Biase ……………………………………………………………………………………………………………………………………………

Tuffato nei problemi del nuovo stato, si allontanò piano piano dai vecchi compagni e, fu come se morisse alla via civile.

……………………………………………………………………………………………………………………………………..…

inaspettatamente e con grande meraviglia della cittadinanza, Britti si ritrovò sagrestano, lontano dai clamori della piazza e dai cortei proletari.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………. Ma se la popolarità di Britti subì un calo, non per questo cessò di essere quel personaggio che era, perché anche da sagrestano non perse occasione per rinverdire il suo passato e consolidare la sua reputazione, come avvenne definitivamente con la sua celebre esclamazione <<Chi campa, véde>> (riferita alle promesse di un politico durante un comizio a piazza Duomo).