CECATILLE

PERSONAGGIO POPOLANO: CECATILLE
dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

All’origine del nomignolo era forse la conformazione del naso del personaggio: téne u nase a cecatille, si dice infatti di chi ha un naso piccolo, con le pieghe delle narici accentuate, tali da richiamare in qualche modo la forma d’u cecatille, cioè della pasta confezionata in casa a mo’ di orecchiette dalle nostre donne; pasta così buona se condita col ragù o se cotta e mangiata con la rucola (cecatille e ruchele).
Domenico Altieri era uno dei più noti caprai (i crapare) presenti in Lucera nella seconda metà del secolo scorso.

Tutti lo consideravano una peste, un “diavolo”, perché con le sue capre andava danneggiando i fondi intorno alla città.

A primavera, infatti, quando l’aria più mite e il cielo più sereno spingevano le greggi ad uscire dai chiusi, cominciavano le dolenti note per i proprietari dei campi: l’incorreggibile, l’impenitente Cecatille, ormai famoso pel reato di pascolo abusivo, dava inizio alla sua campagna annuale.

«Molti si dolgono vivamente dello strazio che ha fatto e va facendo di giorno e di notte in parecchi campi, come se fosse addirittura roba sua e non avesse a chi metter conto. Quello ch’è peggio il sullodato Cecatille va armato fino ai denti, ed un pover’uomo danneggiato sotto gli occhi suoi non può nemmeno avvertirlo del danno che gli fa impunemente, che subito il Cecatille te lo manda a quel paese, facendo il bravazzone».

Pure, qualche volta, incappando in chi lo soverchiava in coraggio e in forza, le prendeva di santa ragione, ma non traeva mai partito (nge facéve facce): «sorpreso con le capre a danneggiare un fondo di proprietà del sig. Armiento, venne da costui conciato per le feste.Anche morto risusciterà quell’anima dannata, lo sappiamo per prova; in tutti i modi ristabilito o risorto lo raccomandiamo agli angeli custodi della Pubblica Sicurezza».