DONNA TANELLE

PERSONAGGIO POPOLANO: DONNA TANELLE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

In un profondo scantinato di Via G. Bovio (‘a strade Mosche), sotto il palazzo Follieri, era allocata l’opere ‘i strazzulle, cioè l’opera dei pupi, il divertimento più popolare dei piccoli e dei grandi.

Ogni sera vi si rappresentava un episodio dell’epopea carolingia e il locale, umido ed oscuro, si colmava di gente che si appassionava a seguire le mille vicende dei paladini: «Duelli, assalti, cozzare di brandi, fragore di scudi e corazze, in un’aura fetida di mozziconi, di sigari, di fumo di pipe, di filanti lumi a petrolio, estasiavano i piccoli, seduti con gli occhi sgranati nelle prime file di panche lerce di untume, e gli anziani in piedi in fondo all’angusto stambugio».

Oltre ai ragazzi, erano i contadini i più affezionati clienti di Donna Tanelle, «la pupara più popolare, perché qui più a lungo piantava le sue tende».

Ella, prima della rappresentazione, «stazionava sull’uscio del locale addobbato con teloni raffiguranti rozzamente duelli di cavalieri, e tra il rullo di un sordo tamburo faceva da imbonitrice con un suadente invito:

‘Alè, alè, chi vuole entrare! Donne, ragazzi e militari, mezza tariffa

Donna Tanella vi fa pagare!’».

Un triplice rullo di tamburo annunziava l’inizio dello spettacolo; poi tutto taceva nella strada, ma nella cantina gli spettatori, grandi e piccoli, coi loro sogni e con le loro fantasie cavalcavano sui destrieri dei paladini.