GIOCHI E GIOCATTOLI DEI BAMBINI

LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA: GIOCHI E GIOCATTOLI DEI BAMBINI

Tratto dal libro “LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA” di Giuseppina Bellucci 

Cliccare su questo pulsante per tornare all’indice

TRADIZIONI POPOLARI 

 

Le femminucce fanno per la strada il gioco” della cuccurizze (u cucuzzare): una fa finta di vendere le zucche (che sono poi le compagne accovacciate) ed un’altra le compra.

Un altro gioco di femminucce è: Passe secure e nne nn’avé pavure (Passa sicuro e non aver paura). Le bambine disposte in due file l’una di fronte all’altra, si danno le mani facendo così un ponte sotto cui passa l’ultima che non fidandosi di quel passe secure corre per non farsi acchiappare.

Un altro gioco è Reggina, Reggenèlla: una bambina cova con la faccia rivolta al muro, e le altre le chiedono: Reggina, Reggenèlla, quanda passe me daje? La reginella dice il numero e chi più ne ha e arriva più presto al muro è costretta a mettersi sotte .

Gioco dei soli maschi è il terribile scassciaminde pupulare. Di solito si fa in estate-autunno (perché i ragazzi di Lucera hanno dei giochi particolari per ogni stagione) quando la conserva, i fichi, l’uva sono ad asciugarsi al sole davanti alle case. E questo gioco si fa in molti, una frotta di venti o trenta ragazzi, incomincia a correre per le strade e a buttare tutto per aria, all’impazzata senza farsi acchiappare e nessuno riesce a fermarli. Per fortuna questo gioco non si fa più di una volta all’anno.

Maschietti e femminucce invece giocano alla pragghjocchele: il capo gioco prende un grande fazzoletto, lo arrotola e lo annoda strettamente da un lato e intanto dice: Stace n’areve a vigna mije … (C’è un albero nella mia vigna … ) e lo descrive nei suoi particolari. Il primo che riesce a indovinare che albero è, diventa padrone della pragghjocchele, cioè del fazzoletto e al grido del capo gioco: Dalle ca so’ lore! (Dai che sono loro) incomincia a battere con essa tutti gli altri che scappano via con strepiti e risate. Dopo egli diventa il capo gioco e si ricomincia daccapo”.

Questo è un altro gioco: tre bambini in fila si danno le mani l’uno all’altro ed avanzano tutti fieri dicendo: Alla guèrre, alla guèrre, e sparame i trè ccannule: cicciappù! (Alla guerra, alla guerra, e spariamo con i tre cannoni: cicciappù); a questo punto si girano tutti e tre insieme senza lasciarsi le mani e ricominciano il gioco.

Il gioco delle bambine più piccole che stanno attorno al braciere accanto alla mamma è ‘a zacagghje.. Si fa così: si prende un rocchetto di cotone, di quelli di legno, vuoto, si infliggono attorno quattro chiodini, e si lavora come la calza come un fil di lana; dal buco del rocchetto uscirà una striscia lavorata lunga e stretta, che è detta appunto zacagghje.

Quando si incomincia un gioco i bimbi scelgono colui che deve covare in questo modo. Uno tiene la manina aperta, e sotto la sua palma tutti mettono un ditino; allora egli dice: Lamba, lamba, Sande Nicole, chi acciaffe cove (Lampada di San Nicola, chi acchiappa cova). E chiude la manina; chi resta preso, cova.

I bambini di Lucera non hanno veri e propri giocattoli, per i bimbi più piccoli sono in uso piccoli sonaglini da appendere sulla sommità della culla, una pupa di stracci, ‘na nachèlle de légne; i più grandicelli si creeranno da loro tanti giochi (pazziarille) che useranno in strada. Mazze e piveze dei bastoncelli (mazze) con i quali si colpiscono dei pezzi di legno più piccoli ed appuntiti alle estremità (piveze) facendoli saltare in aria.

U curle piccola e rozza trottola di legno.

I matune sono pezzi di mattoni che si tirano a distanza per far cadere altri pezzi di mattoni mantenuti in piedi.

Nzottamure si gioca con i bottoni (i ggnèlle, i ggnellune) e con le monete antiche (i solde de firre) a chi buttandoli si avvicina maggiormente al muro.

Cap’a mmuccià è il comune nascondino.

Suldate e bbregande: alcuni cercano di afferrare gli altri che scappano e si nascondono.

‘A cambane: si fanno a terra dei quadrati col gesso e saltellando su un solo piede bisogna passare da una riga all’altra, senza mettere il piede su una di esse e colpire un piccolo sasso col piede.

Per le femminucce i vrèccele cinque sassi piatti e levigati, di piccole dimensioni, che si fanno saltare in aria e si raccolgono con una sola mano in vario modo: uno alla volta o tutti insieme.

Zomba pila pile detto pure marculì (o marculicchje) gioco dei soli maschi: uno è accovacciato e gli altri li passano sopra saltando.

‘A nzaccarèlle: si spingono su di un marciapiede o una panca per far cadere gli ultimi.

Scocchia compagne: le ragazze corrono a due a due e un’altra cerca di dividerle.

E ancora sono diffusi il girotondo (ggirotonde), la moscacieca (gatta cecate) e la morra (‘a morre) fra i più grandicelli.