GLI SPIRITI

LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA: GLI SPIRITI

tratto dal libro “LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA” di Giuseppina Bellucci 

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TRADIZIONI POPOLARI

  

Il popolo crede pienamente negli spiriti e li teme: accade spesso, anche in questi tempi, che una casa resti vuota perchè si sentono degli strani rumori e si dice che esce l’ombra.

Fra gli spiriti che fanno paura primeggia: Marija Cappotte. È l’ombra di una donna altissima che esce dall’acqua piovana, che si raccoglie abbondante per le strade quando c’è una tempesta (i lavarune).

È uno spirito misteriosissimo, non si sa se si tratti di una donna morta affogata e se sia mai esistita.

È insomma lo spirito dell’acqua piovana, che compare solo nei giorni di tempesta.

Uno spirito benigno è: aureje d’a case, cioè l’ombra di un uomo, di una donna, oppure di un fanciullo vissuti e morti in una casa e rimasti lì a proteggerla.

Ogni casa ce n’ha uno, che compare ogni tanto seduto nei posti più impensati, che con la sua silenziosa presenza, tiene compagnia agli abitanti della casa stessa.

Folletto dispettoso è u scazzamurille che compare di solito di notte e si siede sullo stomaco di chi dorme e perciò le donne consigliano ai figli di non dormire mai supini.

Questo folletto ama i cavalli; un cocchiere raccontava sempre che durante la notte u scazzamurille ha fatto le trecce alla criniera ed alla coda dei cavalli.

Questo folletto diviene lo schiavetto fedele di chiunque riesca a togliergli lo zucchettino rosso (‘a scazzètte rosscia) che porta sempre in testa; pur di riaverlo rivela l’esistenza di un tesoro nascosto al fortunato rapitore.

Quasi uguale è u munacille, agile e svelto, cammina sui muri e salta sui mobili, tutto il suo potere però è nel cappuccio (u cappucce); se gli viene tolto diventa egli un umile schiavo del possessore del miracoloso cappuccio.