Lucera (da Wikipedia: l’enciclopedia libera di internet))

 

Premessa

 

Lucera ( Lucére in dialetto lucerino [1]) è un comune italiano di circa 35.000 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Situata alla confluenza delle valli molisane e campane nel Tavoliere delle Puglie, Lucera fu capoluogo della Capitanata dal 1579 fino al 1806. Dal 1935 le è stato attribuito il titolo di cittàPosta su tre colli da cui domina la piana del Tavoliere, l’antica città di Lucera è stata scenario di importanti avvenimenti storici. Qui combatterono Pirro e Annibale per contrastare l’Impero Romano.[2] 

Territorio

 Lucera sorge su un’altura formata da tre colli (Monte Albano, Monte Belvedere e Monte Sacro) a ridosso del Subappennino Dauno, che dominano l’ampia pianura del Tavoliere delle Puglie. Ai piedi dei colli scorrono i torrenti Salsola e Vulgano, entrambi confluenti nel CandelaroIl territorio del comune confina a nord con San Severo e Torremaggiore, a est con Foggia, a sud con Troia e Biccari e a ovest con AlberonaVolturinoPietramontecorvino e Castelnuovo della DauniaI suoi 338,64 km², ne fanno il trentesimo d’Italia e il settimo della Puglia per estensione territoriale. L’agro, ricco di masserie, è prevalentemente caratterizzato da vigneti, oliveti, vaste distese di grano e campi di ortaggi (prevalentemente pomodori nella stagione calda); rari sono i frutteti.

Origini del nome

 Diverse sono le ipotesi sull’origine del nome Lucera.

Le colline su cui poggia la città erano coperte di un bosco, sacro agli dei; nel primitivo linguaggio etrusco “bosco sacro” era detto luk-eri (luk in latino è lucus, eri significa “sacer, sacro”). Dall’etrusco Lukeri si arriva così a Luceria.

Tuttavia, non è da escludere che il nome Lucera derivi dal greco leuka eria che significa “lana bianca”, perché anche i poeti latini Orazio e Marziale lodarono Lucera per la rinomata lana delle sue greggi e per i suoi pascoli, così come non si può escludere che Lucera derivi dal praenomen Lucius di Dauno, re eponimo dei Dauni, o più genericamente dalla parola latina lucem (da lux che significa luce), alla quale anche le precedenti ipotesi sono comunque etimologicamente connesse.

Storia

Le origini e i primi secoli

Il carrello di Lucera

Lucera, fin dalla sua origine, fu denominata “chiave delle Puglie”, per la sua posizione strategica, quale porta del Tavoliere.[3] 

Le prime testimonianze di vita nell’area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.

Nell’Ottocento fu rinvenuto, sul colle del Monte Albano, il carrello di Lucera, un gruppo di bronzetti con figure umane ed animali che compongono probabilmente una scena rituale, datato all’VIII secolo a.C. ed appartenente forse in origine ad un corredo funerario.

I bronzetti, inizialmente inseriti nella collezione privata del lucerino Onofrio Bonghi, sono in seguito passati quasi tutti presso l’Ashmolean Museum di Oxford.

È considerata un’antica città dei Dauni, come la definì il geografo greco Strabone (58 a.C.-24 d.C.) narrando la leggenda secondo la quale Diomede, re d’Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso l’Apulia e si stabilì presso Lucera, dove depose le armi e il Palladio nel tempio di Athena Iliàs e costituì una colonia greca.

Il periodo romano

La battaglia delle Forche Caudine

L’esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella battaglia delle Forche Caudine.

In seguito Luceria divenne Colonia iuris latini nel 314 a.C. e per la sua grande lealtà fu sempre tenuta in grande considerazione dai Consoli e dal Senato (Lucerinis bonis et fidelibus sociis – Livio:IX, X), ricevendone ampia autonomia e indipendenza d’azione: diritto di conio, proprie leggi, proprio fisco, propri magistrati.

Nel 295 a.C. i Sanniti tentarono un ultimo attacco contro Luceria, ma il console Marco Atilio Regolo riuscì a sconfiggere le truppe nemiche, sancendo in modo definitivo la vittoria romana (294 a.C.).[4] 

Nel 217 a.C.: «Presso Geronio, a cinque leghe a nord di Lucera… Annibale si teneva pronto a difendere il campo e i distaccamenti sparsi nelle campagne.».[5] 

Nel 90 a.C., con la promulgazione della Lex Iulia de civitate, Roma concedeva alla sempre fedele Lucera la propria cittadinanza, ascrivendola alla tribù Claudia.[6] 

La città adottò la sigla S. P. Q. L. (Senatus Populusque Lucerinus) simile a quella usata a Roma.

Durante la guerra civile, prima che Cesare presidiasse la città con una propria guarnigione, Lucera fu quartier generale delle truppe di Pompeo.

 

Anfiteatro romano

Nel I secolo a.C., il magistrato Marco Vecilio Campo, fece costruire in onore di Ottaviano Augusto, il grande anfiteatro, dove si tenevano i ludi gladiatorii, le venationes e i combattimenti tra fiere.

In epoca imperiale Lucera registra la fondazione di una delle prime comunità cristiane, formatasi probabilmente tra III e IV sec. d.C., e organizzatasi in diocesi in età costantiniana.[7] 

La tradizione storiografica locale tende ad attribuirne la nascita all’apostolo Pietro:[8] questi, di passaggio per la città, avrebbe battezzato i neofiti nelle acque del fiume Vulgano, ponendo a capo della nascente comunità il vescovo Basso, che sarebbe morto martire sotto l’imperatore Traiano.[9] Dopo oltre un secolo gli sarebbe succeduto Pardo, anch’egli venerato come santo, morto e sepolto a Lucera,[10] e a seguire Giovanni I, beato, e Marco I, santo.[11] 

C’è da dire, però, che in nessun martirologio è registrato un vescovo lucerino di nome Basso, martirizzato sotto Traiano, e Pardo non è indicato vescovo di Lucera neppure dalla vita, che ci è giunta in duplice redazione: l’anonima “Vita brevior” (circa X sec.) e la “Vita prolixior” del levita larinese Radoyno (circa X-XI sec.).[12] [13] 

Il beato Giovanni, ricordato nell’anonima vita di S. Marco di Eca (XII sec. circa)[14], potrebbe forse essere l’unico vescovo lucerino storicamente attendibile, mentre S. Marco è senz’altro da ritenere vescovo di Eca, il cui culto si diffuse poi anche a Lucera.

Nel IV secolo d.C.Costantino fregia Luceria dell’appellativo di Civitas Constantiniana[15]. 

Tra il 28 marzo del 364 e il 24 agosto del 367, in onore di Valentiniano e di Valente, è documentata l’edificazione, da parte di un corrector Apuliae et Calabriae[16], di un secretarium e di un tribunal[17], probabilmente all’interno della basilica del Foro cittadino[18],  che qualche autore ritiene possa trattarsi di un rifacimento o un ampliamento di strutture preesistenti[19]. 

Ciò fa ritenere che Luceria abbia assunto un ruolo centrale nell’amministrazione della giustizia, come capoluogo della Regio II Apulia et Calabria.

Del V secolo d.C. sono i ritrovamenti del nucleo paleocristiano nell’attuale Borgo San Giusto nell’agro di Lucera e dalla fine dello stesso secolo si ha la documentazione certa della sede vescovile della città[20], come attestano i due lacerti musivi rinvenuti nel 1911, in vico Granata, ora conservati presso il museo civico, ritenuti i resti della pavimentazione di una basilica paleocristiana (probabilmente la cattedrale), databili tra la fine del V e gli inizi del VI sec. d.C.[21]. 

L’Alto Medioevo

Nel 663 d.C., Lucera longobarda fu distrutta dal bizantino Costante II e i lucerini furono costretti alla fuga, formando vari centri del subappenino e della costa adriatica.

La vecchia chiesa fu saccheggiata e i corpi dei santi vescovi furono trafugati o portati nelle nuove frazioni costituite.

San Basso giunse a Termoli mentre San Pardo trovò sacra dimora in Larino.

Il periodo federiciano

Palazzo di Federico II a Lucera
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Federico II

Su colle Albano, precisamente nell’angolo nord-est, Federico II fece costruire il suo palatium anche se oggi, tra la ricchezza dei reperti di origine angioina, si nota ben poco del federiciano castrum seu palatium.

È tuttavia ancora osservabile lo zoccolo perimetrale e, per quel poco che ne resta, anche le mura a scarpata e la presenza di feritoie ad uso degli arcieri.

La parte inferiore dell’edificio (quella più propriamente difensiva) doveva avere funzioni di rifugio estremo in caso di pericolo.

Anche la residua pavimentazione del cortile interno, con la particolare cura delle rifiniture, è attribuita all’epoca di Federico II. Federico II deportò inoltre a Lucera numerosi musulmani di Sicilia: nel 1239, sembra non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana:[22]  cosa confermata da Giovanni Villani,[23] che parlava di Lucera come di “una antica città diserta”, tanto che Federico II l’avrebbe trovata “stremata e vuota di abitanti”.

Il borgo si era sviluppato verso il castello, in conseguenza degli arrivi, e vennero fatte costruire numerose moschee al posto delle chiese. 

Lūǧārah[24] (o Lūshīra) conobbe in quel periodo una notevole fioritura, tanto che ben presto venne paragonata, dai viaggiatori e dagli storici musulmani di allora, alla Cordova degli emiri e dei califfi omayyadi.

La Lucera musulmana restò fedele alla casa sveva e dopo la morte di Federico II nel 1250 parteggiò per Manfredi nel 1254 e per Corradino nel 1267, rifiutando l’obbedienza a Carlo I d’Angiò. 

Il periodo angioino

Il castello svevo- angioino

Tra il 1268 e 1269 la Santa Sede scese in campo contro “Luceria Saracenorum”. Nel febbraio 1268 papa Clemente IV indisse una Crociata per debellare tutti i musulmani presenti nella città, unica roccaforte dell’Islam dell’intero meridione[25]. 

Lūǧārah rifiutò l’obbedienza a Carlo I d’Angiò e resistette energicamente agli assalti dei soldati angioini, restando fedele all’ultimo erede degli Svevi, Corradino, che fu sconfitto il 23 agosto 1268 nella Battaglia di Tagliacozzo e, in seguito, catturato e giustiziato a Napoli il 29 ottobre 1268.

A seguito di ciò, Lucera continuò a resistere per altri dieci mesi. Carlo I riprese l’assedio di Lūǧārah nella primavera nel 1269, con ordigni d’ogni genere e con macchine d’assalto[26]. 

Lūǧārah viene espugnata per fame il 27 agosto 1269[27]. 

Dopo dieci giorni, nonostante le pressioni della Santa Sede, Carlo I d’Angiò, seguendo l’esempio di Federico II, scese a più miti patti e, nella riorganizzazione della città, ridusse il suo perimetro, realizzando, nei pressi del Palatium federiciano, una fortezza, con una maestosa cinta muraria a ridosso del margine collinare di Colle Albano, dove furono stanziate numerose famiglie di origine provenzale.

Pipino di Barletta

Nel 1300, anno del Primo Giubileo indetto da Bonifacio VIIICarlo II d’Angiò organizzò la “crociata angioina”: la città dal 15 al 24 agosto[27], venne conquistata dalle truppe angioine comandate da Giovanni Pipino da Barletta e gli abitanti musulmani massacrati o venduti come schiavi.

La città fu rinominata “Civitas Sancte Marie” (città di Santa Maria) e venne costruita la Cattedrale dell’Assunta e posta in essa una statua della vergine, che da quel giorno è la patrona principale della città.

 

 

Vescovo Agostino Casotti

Nel 1322 da Avignone (il papato in quegli anni non era a Roma) a Lucera giunse il vescovo dalmata Agostino Casotti (Kažotić in croato) che morì il 3 agosto 1323.

 

 

 

 

 

 

Dal Quattrocento al Settecento

Nel quattrocento, la città di Santa Maria ebbe importanza soprattutto per la transumanza, con l’istituzione della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Puglia.

Giovanni Vici da Stroncone

Nel 1418, il beato Giovanni Vici da Stroncone fece realizzare su Colle Belvedere il convento francescano del SS. Salvatore.

Il frate, sui resti di Castel Fiorentino, trovò due lastre di pietra, che formavano la mensa di Federico II e le portò in città, utilizzandole come altari maggiori nella Cattedrale e nella chiesa del SS. Salvatore.

Dopo il periodo aragonese, con l’inizio del cinquecento il titolo Civitas Sanctae Mariae fu sempre meno usato, sostituito dall’attuale nome di Lucera.

Tra il cinquecento e il seicento, Lucera continuò ad essere residenza di famiglie nobili del regno. La città, ben presto si riempì di nobili palazzi e di bellissime piazze.

Un forte terremoto colpì Lucera nel luglio del 1627, con alcuni danni alle abitazioni; la città vicina di San Severo fu rasa al suolo e anche Foggia ebbe numerosi danni.

I lucerini videro l’evento come un accadimento miracoloso, attribuito alla protezione di Santa Maria Patrona.

San Francesco Antonio Fasani

A cavallo fra il seicento e il settecento, Lucera fu al centro della vita di san Francesco Antonio Fasani, canonizzato il 13 aprile 1986 da papa Giovanni Paolo II.

Amante dei poveri e dei sofferenti, familiarmente dai lucerini veniva e ancora tuttora viene chiamato Padre Maestro.

 

  

 

L’Ottocento

Lucera, in quegli anni, godeva dello status di capitale culturale della regione, ma con l’avvento di Napoleone perse il titolo di capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise. Nel 1806 difatti il capoluogo passò a Foggia.

Nell’estate del 1837 su Lucera si abbatté il colera e numerose furono le vittime. Secondo la tradizione cattolica, un evento miracoloso sarebbe accaduto il 12, il 13 e il 14 luglio di quello stesso anno: l’Icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera, mosse gli occhi e cambiò il colore del volto. A seguito di un Processo Canonico, fu proclamato il 13 luglio quale festa della Madonna del Colera.[28] 

Il Novecento

La povertà invase la città all’inizio del Novecento; numerosi erano i senzatetto e gli elemosinanti.

Maria de Peppo Serena

Per porre rimedio a questa situazione, grazie alla nobile Maria de Peppo Serena, l’ormai abbandonato convento dei Cappuccini, nel 1900 venne trasformato in Ricovero San Giuseppe, dove trovarono dimora i tanti mendicanti della zona.

La struttura fu ristrutturata e, non trovando più al suo interno l’antica statua di Santa Maria di Costantinopoli, la piccola chiesa del convento fu intitolata a Sant’Anna, a cui ancora oggi è dedicata.

Seguirono altre iniziative a favore dei più bisognosi: l’apertura del Consorzio Agrario nel 1903 e la trasformazione in ospedale muliebre della casa di cura per anziani nel 1907.

Concerto Municipale di Lucera

Nel 1902 nacque la Banda Musicale, diretta dal maestro Silvio Mancini; nel 1904 la Biblioteca Comunale venne sposta nell’attuale sede nel Palazzo Municipale e nel 1905 a Palazzo Mozzagrugno furono raccolti i primi reparti archeologici di Lucera, dando vita al primo museo in Puglia a nord di Bari.

Furono aperti anche il Politeama Margherita nel (1906) e il Teatro Garibaldi nel (1907), dopo un periodo di restauro; ricostruite invece la chiesa di San Giacomo (1903) e la chiesa di Santa Maria della Spiga (1921), nuova parrocchia intorno alla quale pian piano si formò il quartiere dei Cappuccini.

In quegli anni, Lucera fiorì per le industrie molitorie e di laterizi.

Vi fu un sostanziale aumento delle colture ortofrutticole, nonché un aumento di allevamenti di bestiame.

Carnevale di Lucera

Tutto ciò comportò la nascita di alcune banche locali.

Inoltre Lucera fu rinomata per il suo Carnevale, che era fra i più importanti della regione.

Tutto ciò favorì un incremento demografico e il vecchio Piano dei Puledri si riempì di abitazioni, eliminando il vuoto esistente fra il centro della città e la fortezza.

Nel nuovo quartiere sorse anche una cappella dedicata a San Michele Arcangelo. 

Monumento ai Caduti

La Grande Guerra giunse anche a Lucera e la città perse 157 uomini e numerosi furono i mutilati; la città continuò ad impoverirsi e anche l’economia ebbe il suo tracollo.

Fu in quegli anni che le donne di Lucera iniziarono la ribellione che portò nel 1917 all’assalto del Municipio e alle conseguenti dimissioni del sindaco.

Ma, l’anno seguente, un’altra sciagura si abbatté sulla città: la febbre spagnola che, fra le numerose vittime, si portò via anche il vescovo Lorenzo Chieppa.

Il periodo nero però non sembrava finire e l’11 luglio 1919 la popolazione scese in piazza per protestare contro le tasse e i vari problemi legati alla mancanza di denaro; accadde l’impossibile e il bilancio fu tragico con 10 morti e più di 80 feriti.

Nel 1920, ai caduti in guerra venne dedicato un monumento in Piazza Duomo eseguito dallo scultore Guido Passaglia.

Alla fine della prima guerra mondiale, i contrasti politici continuarono ad aumentare notevolmente, fino all’avvento del fascismo e del trasferimento del Tribunale a Foggia nel 1923; ciò ferì profondamente la città, che sentiva venir meno anche l’ultima istituzione che aveva gelosamente custodito per secoli.

Fu così che il Governo, nel 1924 istituì a Lucera una colonia agraria, presso l’antico convento della Pietà, e un Regio Istituto Tecnico che fu intitolato a Vittorio Emanuele III.

In tutto questo turbine di eventi, nel 1922 arrivarono in città i Padri Giuseppini del Murialdo, che s’insediarono nel convento di santa Caterina, trasformandolo in un oratorio per i giovani.

Edificio scolastico “Tommasone”

In quegli anni Lucera cercò di adattarsi nel suo piccolo alle innovazioni del ventesimo secolo: rete idrica e fognaria (dal 1927), pavimentazione di strade, realizzazione del campo sportivo inaugurato nel 1930, l’inaugurazione dell’edificio scolastico “Tommasone” e del Palazzo della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), lavori di restauro della Cattedrale e della Fortezza, con rimboschimento delle colline e con ritrovamento della Stipe votiva nei pressi del convento del SS. Salvatore.

Nel 1932 i Frati Minori Conventuali riescono a tornare ad abitare nel convento trecentesco, collegato alla chiesa di San Francesco, anche se gli spazi sono stati ridimensionati a favore della Casa Circondariale, che detiene perfino la cella del Padre Maestro.

Nel 1934 fu trasferito il Museo Civico nel Palazzo de Nicastri-Cavalli e nel 1938 finalmente anche il Tribunale tornò a Lucera.

Sempre nel 1932 alcuni scavi portarono alla luce i primi significativi resti dell’Anfiteatro romano.

I lavori di scavo e di restauro delle strutture furono diretti prima da Quintino Quagliati e poi da Renato Bartoccini e terminarono nel 1945.

Nel 1940 il Governo italiano donò a tutte le colonie imperiali romane una statua di Augusto, che a Lucera venne collocata in Piazza Duomo, per poi essere spostata all’imbocco di viale Castello, angolo piazza Matteotti, dove si trova tuttora.

Durante la seconda guerra mondiale, Lucera non fu mai bombardata e mai attaccata.

Si racconta che gli aerei che dovevano bombardare la città non riuscirono ad individuarla a causa delle nubi.

I cittadini considerarono l’evento come un fatto miracoloso attribuito all’intercessione di Santa Maria Patrona e riempirono la città di edicole votive con piccole riproduzioni della Vergine, che ancora oggi sono visibili in tutto il borgo antico. Esse sono datate 1942-1943.

Le migliaia di sfollati di Foggia e dei centri limitrofi trovarono riparo a Lucera nella chiesa di San Matteo e nei locali degli antichi conventi.

Opera Nuova

Nel 1950 i Giuseppini del Murialdo iniziarono un grande progetto guidato da padre Angelo Cuomo, la lavorazione dell’Opera Nuova nel quartiere di Porta Croce, alle pendici del castello.

Nacque così l’Opera San Giuseppe che, grazie alla dedizione di padre Angelo, si riempì presto di giovani, che ancora oggi affollano i vari spazi del complesso, il teatro e la nascente parrocchia dedicata a Cristo Re.

L’anno seguente, il 15 aprile papa Pio XII innalza padre Francesco Antonio Fasani agli onori degli altari, proclamandolo beato.

Il venerato corpo del frate venne riesumato dal vecchio sepolcro, ricoperto di cera e deposto sotto l’altare maggiore della chiesa di san Francesco.

La casetta di via Torretta che diede i natali a Padre Maestro, fu data in dono dagli eredi Tandoja alla Curia Vescovile di Lucera.

Trasformata in piccolo oratorio, è subito diventata meta di devoti pellegrini. Nei suoi pressi è stata inaugurata la via in onore del Beato.

Nel 1956 la città di Lucera perse uno dei suoi più grandi artisti, il pittore Giuseppe Ar.

La sua cultura pittorica si nutre delle esperienze dei pittori pugliesi dell’Ottocento, Giuseppe Toma e Giuseppe De Nittis.

Ha lasciato in eredità ai lucerini un gran numero di opere di notevole valore artistico, ma anche religioso, molte delle quali oggi sono esposte nel Museo di Archeologia Urbana e un paio nel Museo Diocesano.

A lui si deve anche il perfezionamento della statua processionale del Padre Maestro, commissionata nel 1951 ai Santifaller di Ortisei, che la presentarono con le sembianze di un giovane frate che non rispecchiava l’immagine del beato Fasani.

Nel dicembre del 1958 venne inaugurata la Cantina Sveva, alla quale fu ben presto riconosciuta la denominazione di origine controllata grazie al vino lucerino “Cacc’e mmitte!”.

Due anni dopo, nel 1960 l’ospedale muliebre del quartiere di Santa Lucia si trasformò in ospedale oftalmico.

Rosa Lamparelli

In quegli anni una nuova luce illuminò Santa Caterina; Rosa Lamparelli riaccese il fervore intorno al vecchio convento, sostenendo di avere visioni della Vergine Maria tra il 1959 e il 1963. La chiesa però pericolante venne ben presto chiusa, in attesa di fondi.

 Nel 1967 la tratta ferroviaria che collegava Lucera a Foggia venne chiusa, in quanto il percorso era ormai obsoleto e necessitava di lavori di restauro, che però si preferì non realizzare per mancanza di fondi.

Il treno fu sostituito da diverse linee di autobus. In quegli anni, nella zona della stazione, si espanse la città, formandosi i nuovi quartieri di Pezza del Lago e di Rione Ferrovia.

Nel 1970 nel quartiere di Pezza del Lago, la nuova parrocchia di San Pio X venne decorata con un grande mosaico di Angelo Gatto, raffigurante Cristo crocifisso fra San Francesco e San Pio X.

A seguito del forte terremoto del 1980, il Politeama e diverse chiese furono chiuse; la chiesa della Vergine delle Grazie perse il soffitto e non si fece nulla per salvarla.

Nello stesso anno in piazza del Carmine veniva inaugurato un monumento a padre Pio da Pietrelcina.

In quegli anni andava formandosi anche un nuovo quartiere secondo il requisiti della legge 167.

In tale rione fu istituita una nuova parrocchia, che fu dedicata proprio alla Vergine delle Grazie, sotto la guida di don Pasquale Gelormino.

Il 27 marzo 1981, con decreto del Provveditore agli studi di Foggia, nasce ufficialmente la Scuola Media Statale “Dante Alighieri”, che da anni era annessa alla Scuola Tecnica Industriale “Alberico Marrone” (1950).

Giovanni Paolo II a San Francesco

Dopo l’istituzione del Corteo storico del 1983, il 13 aprile 1985 Lucera vide finalmente Francesco Antonio Fasani proclamato Santo da papa Giovanni Paolo II che, l’anno seguente, fece visita a Lucera per venerare il corpo del santo e per rendere omaggio all’icona angioina di Santa Maria Patrona.

La città di Lucera inaugurò nel 1982 un monumento al suo santo nel centro di Piazza San Francesco, ad opera di Domenico Norcia.

Nel dicembre del 1993 la chiesa di santa Caterina venne finalmente riaperta al culto, grazie all’interessamento di Rosa Lamparelli.

Museo Diocesano

Il 3 marzo 1996 diviene realtà una nuova parrocchia nel nascente quartiere di “Lucera 2” dedicata a San Francesco Antonio Fasani (istituita sulla carta già nel 1986 dal vescovo Mons. Carmelo Cassati); il 27 settembre 1998 venne posta la prima pietra dal vescovo Mons. Raffaele Castielli e il 21 dicembre 2002 la nuova chiesa viene solennemente inaugurata.

Nell’estate del 1999, sotto l’episcopato di Mons. Francesco Zerrillo, l’ala nobile del Palazzo Vescovile fu aperta al popolo con la nascita del Museo Diocesano, sotto la cura dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Lucera-Troia con l’ausilio dell’associazione culturale Terzo Millennio; nello stesso anno fu inaugurata anche la Biblioteca Diocesana.

Borgo S. Giusto

In quegli anni vi fu anche la scoperta del sito archeologico in località San Giusto (1995-1999), una struttura paleocristiana, con annessa chiesa e battistero.

I grandi reperti ritrovati, fra cui un meraviglioso mosaico, sono tuttora in attesa di una collocazione museale espositiva.

 

  

Il Terzo Millennio

Con l’avvento del nuovo millennio, Lucera ha mantenuto il suo posto di centro del Subappenino, con la presenza di studenti, frequentanti i diversi istituti superiori di cui la città è fornita.

Nell’area polifunzionale, realizzata nei pressi della stazione ferroviaria, è stata collocata la Colonna del Terzo Millennio, realizzata da Salvatore Lovaglio.

Il Terzo Millennio ha portato buone notizie sulle cause di canonizzazione di don Alessandro di Troja che dal 7 luglio 2000 è Servo di Dio.

Il 5 agosto dello stesso anno, nella piazzetta antistante la casa Natale di san Francesco Antonio Fasani, è stato inaugurato un nuovo monumento in suo onore.

Nel 2001 Lucera vide finalmente il ritorno dell’Università con un corso di Beni Culturali, che però dal 2008 è stato trasferito a Foggia, dando l’ennesima batosta alla città, e una Scuola di Specializzazione in Scienze Giuridiche Specialistiche.

Nel 2002 viene istituito il festival della letteratura mediterranea e nel 2005 il teatro Garibaldi, chiuso dalla seconda guerra mondiale, è stato finalmente riaperto.

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Chiesa di San Francesco d’Assisi

Sempre nel 2001 la trecentesca chiesa di San Francesco d’Assisi è divenuta il santuario di San Francesco Antonio Fasani e nel 2008 “Monumento di una cultura di pace”.

Negli ultimi anni al Padre Maestro sono stati dedicati anche il nuovo quartiere “Lucera due” con l’edificazione di una parrocchia, un Istituto Comprensivo (scuola primaria nel quartiere della Ferrovia – scuola secondaria di primo grado, nei pressi del Convitto Nazionale) e un Centro di Solidarietà, nella struttura che ospita la Caritas Diocesana, dove sorgeva l’ospedale oftalmico.

Il terremoto del 31 ottobre 2002 ha lesionato diversi edifici, causando la chiusura di alcune chiese del centro storico (Santa Maria del Carmine, San Leonardo, San Gaetano, Sant’Anna), che sono state riaperte dopo lavori di messa in sicurezza e restauro.

L’ultima in ordine di tempo è stata la chiesa di San Leonardo, riaperta al culto il 14 marzo 2015.

Nel 2005 l’Istituto Primario “Bozzini”, nel quartiere dei Cappuccini, viene dichiarato inagibile. Resta nell’abbandono per anni e solo nel 2010 sembrano iniziare i lavori per un totale rifacimento della struttura.

Nel 2009 viene inaugurato, nel quartiere 167, il nuovo Istituto Comprensivo “Bozzini-Fasani”.

Il 14 luglio 2009, dopo più di quarant’anni, la tratta ferroviaria Lucera-Foggia ha ripreso a funzionare, riducendo notevolmente le corse degli autobus. Il progetto prevede il futuro collegamento con Campobasso facendo nascere così la tanto attesa tratta Foggia-Lucera-Campobasso-Roma.

Il 16 novembre 2010, la cella, dove ha vissuto per 35 anni e ha esalato l’ultimo respiro San Francesco Antonio Fasani, è tornata a far parte del convento di Lucera. La comunità dei frati ha infatti ottenuto l’area da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, che la deteneva da ben 144 anni.

Il 29 novembre 2010 viene inaugurato a Lucera l'”Anno Giubilare Fasaniano“, in ricordo del 25º anniversario della canonizzazione di San Francesco Antonio Fasani.

Nonostante le proteste della cittadinanza, della giunta comunale e del vescovo Mons. Domenico Cornacchia, per manifestare il proprio sdegno contro la Regione Puglia, con chiare intenzioni di chiedere l’annessione al Molise di Lucera e di altri paesi del sub-appennino, dal 1º novembre 2012 è stato disattivato il punto nascita dell’ospedale Francesco Lastaria di Lucera che, pur mantenendo la stessa denominazione, viene declassato a plesso dell’ospedale Masselli Mascia di San Severo, e a Casa della Salute.

L’11 maggio 2012 al Santuario di San Francesco Antonio Fasani è stato concesso il titolo di Basilica minore, che viene proclamato il 29 novembre 2012 alla presenza del cardinale Giuseppe Bertello.

Palazzo di Giustizia

Dopo secoli di attività, per decisione del Ministro della Giustizia Paola Severino, e della successiva Anna Maria Cancellieri, nonostante le proteste degli avvocati, della popolazione e dei sindaci del comprensorio di Lucera, il 14 settembre 2013 la Procura di Lucera viene chiusa e i documenti portati a Foggia, nonostante i cittadini abbiano cercato in tutti i modi di impedirne il trasferimento.

Il 31 agosto 2015 segna la data di chiusura definitiva del Tribunale.

Il 18 dicembre 2015 il vescovo Domenico Cornacchia ha annunciato che San Francesco Antonio Fasani è stato dichiarato ufficialmente Protettore Speciale cioè Compatrono di Lucera.

Il 23 aprile 2016, nella Basilica Santuario viene data lettura del Decreto di Proclamazione, alla presenza del cardinale Robert Sarah.

La città ora si fregia del titolo di “città d’arte”.

La biblioteca “Ruggero Bonghi” conta più di centomila volumi di diverso genere e di vari secoli.

Il restaurato museo “Archeologia Urbana “Fiorelli” e il museo Diocesano conservano numerosi reperti storico-artistici.

Simboli

Lo stemma della città di Lucera, concesso con D.C.G. del 6 settembre 1935, ha la seguente blasonatura:

« d’azzurro al leone passante al naturale su una campagna di verde tenente nella branca anteriore destra una banderuola con l’effige della Vergine Assunta avente nelle braccia Gesù Bambino, sormontato da una fascia di argento con la sigla S.P.Q.L. »

 

 

 

 

mentre il gonfalone civico, anche questo concesso con il decreto del 1935, ha la seguente descrizione:

« drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in oro Città di Lucera »

Monumenti e luoghi d’interesse

La sua antica storia si snoda in tutte le sue vie e grazie ai suoi monumenti di svariate epoche può fregiarsi del titolo di “città d’arte“: l’Anfiteatro romano, la fortezza Svevo-Angioina, la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta del 1300, la chiesa di S. Francesco d’Assisi (oggi Basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della Cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno di Archeologia Urbana e l’altro Diocesano.

Nei pressi di Piazza del Popolo si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà. L’arco di Porta Troia apre Corso Manfredi e l’assetto urbanistico saraceno di Rione alle Mura e Rione Cassitto, caratterizzati da piccole viuzze e scalinate. Anche via Carpentieri conserva l’assetto urbanistico saraceno e si fa spazio fra le piazzette, in una delle quali sorge la casa natale del servo di Dio Don Alessandro De Troia.

Corso Garibaldi è una delle arterie centrali del vecchio borgo. Ricca di maestosi palazzi (Palazzo LombardoPalazzo Gifuni), fra i quali spicca Palazzo Mozzagrugno, spettacolare esempio di stile neoclassico, restaurato nel 1831, sede del Municipio e del Teatro Garibaldi, affiancato da una piccola piazzetta, dove sorge la casa della serva di Dio Rosa Lamparelli. In fondo a corso Garibaldi si erge l’arco di Porta Foggia, con la chiesa di San Giovanni Battista e la casa natale della venerabile Genoveffa De Troia.

Il borgo di Santa Caterina è impreziosito dall’antico pozzo e dall’antico convento angioino di clausura delle suore celestine di Santa Caterina. Lungo via Amendola è situata la zona dove è più visibile l’assetto romano della città; da una parte via Quaranta e il suo palazzo, dall’altra via De Nicastri dove, nell’omonimo palazzo, ha sede il Museo di archeologia Urbana “Giuseppe Fiorelli”.

In Piazza San Leonardo sorge la chiesa omonima e nei pressi alcuni palazzi di varie epoche, fra cui Palazzo Scassa, dell’omonima famiglia di nobili lucerini. In Piazza San Giacomo sorge palazzo Curato e il più antico Palazzo Ramamondi e la sua torretta saracena. Al centro della Piazza sorgeva la vecchia chiesa Madre, ora sostituita dalla chiesa di San Giacomo maggiore; nei pressi la Casetta Merlata del ‘500. Vico Zunica conserva intatto l’assetto saraceno, nei suoi palazzi e nelle sue piazzette.

Piazza del Carmine è contornata di settecenteschi palazzi (D’Auria-Secondo, Valletta, Scoppa, Prignano), con al centro l’imponente complesso barocco del Carmine. Nei pressi della piazza sorge il borgo di san Matteo, che conserva le antiche Terme Romane. Alle spalle del vecchio convento carmelitano, si snoda l’antico quartiere della Torretta, dove sorge la Casa Natale di San Francesco Antonio Fasani.

In Piazza Tribunali, più conosciuta come Piazza San Francesco, oltre al Palazzo di Giustizia (costruito, come il complesso del Carmine, con i ruderi del Palazzo di Federico II) e alla Casa Circondariale, sorge la trecentesca chiesa di san Francesco (oggi Basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani), all’interno del quale sono conservati i resti del santo di Lucera. Adiacente alla chiesa vi è la cappella dell’Addolorata.

Il complesso di San Domenico, originariamente medioevale, è ora visibile in forma barocca. Alla chiesa è annessa la cappella di san Giuseppe e la cappella del Santo Rosario (Pantheum). In via Cairoli, sorge l’antico convento dei sacramentini e la chiesa dedicata alla Vergine di Lourdes. In via IV Novembre, c’è il Convitto Nazionale; nato come convento dei Celestini, ha ospitato fino al 2009 il corso universitario di Beni Culturali. All’interno è visibile il settecentesco chiostro e la chiesa di San Bartolomeo Apostolo.

Piazza della Repubblica, con i suoi palazzi e il suo tessuto urbanistico, ricorda la Lucera dell’Ottocento. Ancora oggi in tale rione si svolge il mercato giornaliero. Suggestivo è Vico Ciacianella che, largo solo 45 cm, detiene il secondo posto nella graduatoria dei vicoli più stretti d’Italia e d’Europa.[29] 

Piazza Duomo è il centro e il fulcro dell’intera città. La Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta trecentesca, ristrutturata e arricchita con elementi barocchi dal vescovo Domenico Maria de’ Liguori della diocesi di Lucera, svetta al centro della piazza Duomo e al suo interno conserva l’icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera, donata da Carlo II d’Angiò. La piazza è ricca di palazzi; i più imponenti sono Palazzo Cavalli e il settecentesco Palazzo Vescovile nella cui maestosa corte vi è l’accesso al Museo Diocesano e agli uffici di Curia, dove ha sede anche il Seminario Vescovile.

Via Federico II è una delle vie più care ai lucerini. Notevole è la cupola della chiesa di sant’Antonio Abate. La villa comunale è impreziosita dall’ex convento e chiesa del Santissimo Salvatore, sede della Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” e della Pinacoteca Comunale.

I più importanti monumenti fuori dalla cinta muraria angioina sono:

  • la Fortezza Svevo-Angioina, situata in viale Castello, sul Monte Albano, nella zona nord ovest della città, è cinta di mura e di 24 torri;
  • l’Anfiteatro Romano, situato in viale Augusteo, al confine est della città, ancora oggi visibile in tutto il suo antico splendore.

Nell’agro di Lucera sorgono numerosi reperti storici e naturalisti:

  • Quercia di Santajusta, nella contrada Fontanelle, al nord della città, verso il distrutto borgo di Castel Fiorentino, che fu l’ultima dimora di Federico II;
  • Ponte Gallucci, antico ponte romano, ormai del tutto abbandonato.

Architetture religiose

Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Basilica Minore di Santa Maria Assunta, nel cuore della città di Lucera è un esempio di architettura gotico-angioina. Il Duomo, eretto per volere di Carlo II d’Angiò e consacrato nel 1302, è la principale chiesa della città e anche la cattedrale della diocesi di Lucera-Troia, dichiarata Basilica minore nel 1834 da papa Gregorio XVI e Monumento Nazionale nel 1874. Al suo interno conserva la miracolosa icona di Santa Maria Patrona di Lucera, le reliquie del Beato Agostino Casotti e un crocifisso ligneo del 1300. 

Santuario di San Francesco Antonio Fasani

La trecentesca “chiesa di san Francesco d’Assisi” sorge in Piazza Tribunali a Lucera ed è stata fatta edificare dalla casata dei d’Angiò. Nel 2001 è divenuta Santuario di San Francesco Antonio Fasani, all’interno del quale sono conservati i resti del santo di Lucera. Nel 2008 è stata dichiarata “Monumento di una cultura di pace” e il 29 novembre 2012 è stata elevata alla dignità di basilica minore. Adiacente alla chiesa vi è la cappella dell’Addolorata.

Altre chiese

  • Chiesa del Santissimo Salvatore
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine
  • Chiesa di San Domenico, con adiacente Cappella di San Giuseppe e Cappella del Santo Rosario.
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate
  • Chiesa di San Giacomo Maggiore
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa del SS. Sacramento (Sacramentini)
  • Chiesa di San Leonardo
  • Chiesa di Santa Caterina
  • Chiesa di San Gaetano
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di Santa Maria della Spiga
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà
  • Chiesa di San Pio X
  • Chiesa di Cristo Re
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • Chiesa di San Francesco Antonio Fasani
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, o Sant’Anna (annessa alla Casa di Riposo “Maria De Peppo Serena”)
  • Chiesa di San Bartolomeo (annessa al convitto Nazionale)
  • Chiesa di Santa Maria della Libera (annessa a Palazzo Uva, sconsacrata)
  • Ex chiesa di San Matteo Apostolo
  • Ex chiesa di Santa Maria delle Grazie (chiusa a seguito del terremoto del 1980) 

Architetture civili

  • Palazzo Candida
  • Palazzo Cavalli
  • Palazzo De Peppo (già Regia Udienza Provincialis)
  • Palazzo De Troia
  • Palazzo Vescovile
  • Palazzo di Giustizia
  • Palazzo Mozzagruno
  • Palazzo De Nicastri
  • Palazzo Petrilli
  • Palazzo Scassa
  • Palazzo Lombardi
  • Palazzo Uva
  • Palazzo Curato
  • Palazzo Zunica
  • Palazzo D’Auria-Secondo
  • Palazzo Bruno
  • Palazzo Ramamondi

Architetture militari

Fortezza Svevo-Angioina

La Fortezza Svevo-Angioina di Lucera è un castello risalente al XIII secolo, di età federiciana e angioina. Posto sulla sommità piana del colle Albano sul quale sorgeva l’acropoli della Lucera romana, difeso per tre lati da ripide pareti a strapiombo, la Fortezza domina il Tavoliere di Capitanata. Federico II fece edificare il suo Palatium nel 1233, mentre la muraglia della Fortezza è stata edificata da Carlo I d’Angiò (1269). La cinta muraria irregolare che cinge l’intera collina è lunga 900 m e si compone anche di 13 torri quadrate, 2 bastioni pentagonali, 7 contrafforti e 2 torri cilindriche angolari. L’ingresso principale è collegato a viale Castello tramite un caratteristico ponte che attraversa un grande fossato.

Altro

  • Monumento ai Caduti in Piazza Duomo
  • Monumento a Ruggero Bonghi
  • Monumento a San Francesco Antonio Fasani
  • Colonna del Millennio in piazzale della Stazione

Teatri

 Anfiteatro Romano Augusteo

L’Anfiteatro romano di Lucera è un monumento di epoca romana situato nella periferia est della città. Risale all’età augustea; fu costruito tra il 27 a.C. e il 14 d.C. dal magistrato lucerino Marco Vecilio Campo, su una depressione naturale del terreno di sua proprietà, in onore di Ottaviano Augusto. È fra i più antichi dell’Italia meridionale e, per le sue notevoli dimensioni, risulta essere la più importante testimonianza romana di tutta la Puglia. Con l’avvento del Terzo Millennio, è stata realizzata una piccola gradinata per il pubblico, al fine di poter permettere all’Anfiteatro Romano di tornare attivo per manifestazioni musicali, teatrali e culturale. Purtroppo però le gradinate sono davvero misere, considerando la grandezza dell’Anfiteatro e meriterebbero di essere ampliate su tutta la struttura in modo da ridarle un assetto uniforme, tornando a riaccogliere i 16 000-18 000 spettatori, che al tempo dei Romani, riuscivano ad assistere agli spettacoli.[30] 

Teatro Garibaldi

In pieno centro cittadino sorge il Teatro “Garibaldi”. In principio intitolato alla regina delle Due Sicilie Maria Teresa Isabella di Borbone (“Real Teatro Maria Teresa Isabella”), è sorto nel 1837 su progetto dell’architetto ed ingegnere Luigi Oberty (1790-1874) ed è stato inaugurato la sera del 7 giugno 1838. Situato all’interno del Palazzo Mozzagrugno, sede centrale del Comune, in Corso Garibaldi, nel 1903, a seguito di lavori di ampliamento, venne ribattezzato quale gemello in miniatura del “Petruzzelli” di Bari. Dopo anni di splendore, durante le guerre venne abbandonato e solo nel 1977 venne approvato il progetto di recupero dell’edificio, ma i lavori furono completati solo nel 2005. Il Teatro è stato nuovamente inaugurato nel marzo 2005 e nel 2006 è stata organizzata la prima stagione di prosa. La sala di forma semicircolare è caratterizzata da una platea di un centinaio di posti, da due ordini di palchi divise in stanzine ed una galleria. L’interno, decorato da vari artisti, è ritenuto un vero gioiello dell’architettura e della decorazione.

Cinema Teatro dell’Opera

Il Teatro dell’Opera nasce all’interno dell’“Opera San Giuseppe”, nel quartiere di Porta Croce, nelle vicinanze della fortezza Svevo-Angioina. Affidata ai Padri Giuseppini del Murialdo nel 1922 e in particolare al servo di Dio Padre Angelo Ferracina, l’Opera venne inaugurata il 19 marzo 1959 e al nascente teatro, con una capienza di oltre 600 posti, fu dato il nome di “Sala Ricreativa Cinematografica San Giuseppe”.[31] A causa dell’identificazione di sala della parrocchia di “Cristo Re” e data la presenza delle altre sale cinematografiche della città (il Politeama, il cinema Lepore e il cinema Roma), numerose furono le difficoltà alla sua gestione.  Alla fine degli anni ottanta, però, con la chiusura di tutte le sale cittadine, la “Sala Ricreativa Cinematografica San Giuseppe” si ritrova ad essere l’unico teatro/sala cinematografica di Lucera. Nel 1991 la sala viene ristrutturata completamente e viene ribattezzata come Cinema Teatro dell’Opera, con capienza di 428 posti, divisi fra platea e galleria. Nel 2007 la gestione della struttura viene affidata ad un’associazione culturale mentre nel 2008 vi è un’innovativa ristrutturazione alle strutture del palcoscenico, che riesce a rendere il Teatro dell’Opera una realtà accessibile anche a compagnie professioniste a livello nazionale. Da allora periodicamente vengono organizzare delle “Stagioni Teatrali”.

Teatro Il Piccolo. Teatro della parrocchia Santa Maria delle Grazienel quartiere 167.

Sala Giovanni Paisiello. Sala concerti con 100 posti a sedere in via Bozzini, nei pressi di Piazza Duomo.

Cultura

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” con sede presso l’ex Convento del SS. Salvatore in Piazza Beato Giovanni Vici.
  • Biblioteca Diocesana con sede presso il Seminario Vescovile in via Blanch.
  • Archivio di Stato di Lucera con sede in Via dei Saraceni.
  • Archivio Notarile Distrettuale con sede in Via San Domenico.
  • Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali (CRSEC) con sede in Viale Raffaello. 

Università

Già sede universitaria di chirurgia, diritto e procedure penali, Lucera col passare del secoli perse tutte le cattedre. Dal 2001 al 2008 è stata sede distaccata dell’Università degli Studi di Foggia, grazie l’attivazione della Facoltà di Beni Culturali, presso il Convitto Nazionale. Perdendo anche questa cattedra, ora a Lucera resta solo la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, presso gli Orfanotrofi Riuniti.

Musei

Museo di Archeologia Urbana “Giuseppe Fiorelli”

Il Museo Civico “Giuseppe Fiorelli” la cui sede è il Palazzo De Nicastri, in via De Nicastri, si costituì nel 1905 ed è considerato il primo museo civico a nord di Bari[32]. Al suo interno, oltre all’arredo permanente della famiglia De Nicastri, comprende preziosi manufatti che vanno dall’età preistorica all’età romana (di particolare rilievo è il Mosaico di Piazza Nocelli), fino al Medioevo.

Museo Diocesano di Lucera

Il Museo Diocesano, la cui sede è il Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, è stato inaugurato nel 1999. All’interno delle sale, oltre alla Pinacoteca dei Vescovi, sono conservati manufatti di diverse epoche. Di rilevante importanza sono: una pisside in diaspro sanguigno rosso del secolo XIII, un dittico di scuola sulmonese in lamine d’argento dorato del secolo XIV, il camice di lino con ricami, la stola e il cappello del Beato Agostino Casotti (secolo XIV), il mantello di lana del francescano san Francesco Antonio Fasani (secolo XVIIXVIII), l’artistico armadio-cappella contenente l’altare in legno dorato appartenuto alla famiglia di mons. Freda (secolo XVIII-XIX), La Deposizione di Francesco da Torremaggiore (olio su legno, 1515) e La Madonna delle Grazie di Carlo Tolentino (olio su legno, 1565).

Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca Comunale è allestita all’interno dell’ex convento del SS. Salvatore. Conserva le opere di importanti artisti contemporanei locali: Giuseppe Ar, Emanuele Cavalli e Umberto Onorato. Due sale sono inoltre allestite con opere di artisti della Scuola di PosillipoAnton Sminck van PitlooGiacinto GiganteFilippo Palizzi, ecc.

Gallerie d’arte

  • Galleria Gagliardi
  • Galleria Valeno

Media

Hanno sede a Lucera SundayRadio e RadioEuropa.

Vi si stampano i periodici:  Il Meridiano e Il Sentiero.

Film girati a Lucera

Eventi

Mercati e fiere

  • Mercato Giornaliero, tutti i giorni,  Borgo san Matteo.
  • Mercato Settimanale, ogni mercoledì, zona 167.
  • Mercatino dell’Antiquariato, ogni prima domenica del mese, Piazza Duomo.

Corteo storico e Torneo delle Chiavi

Il Corteo storico di Lucera è stato istituito nel 1983 per rievocare il periodo storico medievale. Tema centrale è l’eccidio dei saraceni e l’avvento dei d’Angiò, in modo particolare la figura di Carlo II d’Angiò. Fino agli anni Novanta, nel pomeriggio del 14 agosto, con partenza dalla Fortezza svevo-angioina, iniziava la suggestiva rievocazione storica che trovava il suo culmine in Piazza Duomo, dove aveva inizio una rappresentazione che univa fede e tradizione. All’arrivo del “Re” l’icona trecentesca di Santa Maria Patrona veniva collocata sul sagrato della Basilica, dove il Re inginocchiatosi le affidava la città e le cingeva al braccio le chiavi di Lucera, rievocando così il memoriale momento avvenuto nel 1304, mentre la folla festante applaudiva. Un momento particolarmente suggestivo che univa la città fra un miscuglio di sacro e profano. Il Re quindi salutava la Vergine e proseguiva in corteo verso l’Anfiteatro Romano, mentre l’icona della Vergine, veniva portata in processione in Piazza Duomo, rievocando così l’accadimento del 1300, a seguito della nascente Civitas Sanctae MariaeAll’arrivo del corteo all’Anfiteatro, aveva luogo il Torneo delle Chiavi o Palio della città, con la sfida delle cinque Porte (Porta Troia, Porta Albana, Porta San Severo, Porta San Giacomo e Porta Foggia). Vari i giochi medioevali dal tiro alla fune al tiro con la balestra. La squadra vincitrice vinceva il Palio della Città, partecipando così alla grande processione del 16 agosto, dinnanzi l’icona di Santa Maria. Col passare degli anni l’evento è stato ridimensionato. Il Palio è stato eliminato e sostituito da un torneo di calcetto, chiamato sempre “Torneo delle Chiavi”. Il suggestivo momento della consegna delle chiavi della città all’icona della Vergine da parte del figurante Re Angioino è stato eliminato; oggi infatti, le Chiavi di affidamento alla città vengono consegnate all’interno della Basilica Cattedrale dal vescovo della diocesi. Per tal motivo il corteo del 14 agosto è stato spostato il 13 agosto, perdendo così la sua importanza e il suo tradizionale valore simbolico. Dopo vent’anni, il 12-13 agosto 2017 è stato ripristinato il “Torneo delle Chiavi” con la disfida delle 5 porte, che ha avuto luogo in Piazza Matteotti.

Altre manifestazioni

  • Festival del Cacc’e e Mmitte di Lucera, fine agosto. Percorso di degustazione vini doc della Capitanata nel borgo antico. In un certo qual modo sostituisce l’appuntamento passato Calici di Stelle.
  • La sagra delle sagre, in settembre. Percorso di degustazione di prodotti tipici e vini locali della Capitanata nel centro storico, con spettacolo musicale di vario genere.
  • Cacc’e e Mmitte Festival, in settembre presso Palazzo d’Auria-Secondo, varie serate all’insegna del buon vino e della musica d’autore.
  • Festival della Letteratura Mediterranea, organizzato dall’Associazione Culturale “Mediterraneo è Cultura” sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, si svolge nel mese di settembre. La manifestazione è ambientata nelle piazze del centro storico e nei cortili dei palazzi nobiliari della città. L’evento consiste in incontri con scrittori molto noti del panorama letterario del bacino mediterraneo. Agli incontri si aggiungono concerti, matiné musicali, buffet ed altri spettacoli.
  • Corteo di Santo Stefano, il 26 dicembre. Sfilata medioevale per le vie del centro storico in ricordo della nascita di Federico II.

Festa patronale

La festa patronale di Lucera si svolge nella tre giorni del ferragosto (14-15-16 agosto) ed è in onore di Santa Maria Patrona.

Festa di san Francesco Antonio Fasani

La memoria liturgica del Santo è il 29 novembre, anniversario della dipartita, nonché festa compatronale di Lucera. Inoltre, la città ricorda il suo Santo in altre due ricorrenze: il 6 agosto (nascita) e 21 settembre (ordinazione sacerdotale).

Riti pasquali

Con l’inizio della Quaresima, la città di Lucera viene riempita di numerose bambole di pezza, le Quarantane. Le cosiddette “Vedove del Carnevale” sono vestite di stracci neri con la faccia bianca funerea e l’arancia con le sette penne, di cui sei nere che simboleggiano le domeniche di penitenza e una sola bianca che simboleggia la Santa Pasqua.

Nella settimana santa, numerose sono le funzioni religiose, come la Via Crucis cittadina e la Messa Crismale del Mercoledì Santo.

  • Giovedì Santo – La sera del Giovedì Santo si svolgono i “Sepolcri”, ovvero la visita agli altari della deposizione, nelle varie chiese della città. L’adorazione del Santissimo Sacramento   segue la Messa in Coena Domini e viene praticata da tanti fedeli che affollano le vie di collegamento delle tre chiese centrali del borgo antico: la Chiesa del Carmine, il Santuario di san Francesco Antonio Fasani e la Basilica Cattedrale dell’Assunta.
  • Venerdì Santo – La sera del Venerdì Santo, dal Santuario di san Francesco Antonio Fasani ha inizio il rito penitenziale dal titolo emblematico “Il Calvario, la Pietà e la Desolata”. Le parrocchie, le confraternite e il clero prendono parte alla suggestiva processione che si snoda nel centro storico della città. Chiudono il corteo le tre venerate statue del Crocifisso, del Cristo morto e dell’Addolorata. Al rientro della stessa, nella piazza antistante il Santuario, la lettura della Passione di Cristo fa da cornice al tradizionale movimento delle statue. Conclude la serata i canti della Desolata, all’interno della chiesa.
  • Domenica di Pasqua – La tradizionale Messa della notte apre le funzioni religiose delle varie chiese della città. In tarda mattinata, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate ha luogo la silenziosa processione di Gesù Risorto, nel centro storico della città, che si chiude con una scoppiettante batteria in Piazza Matteotti. Il lunedì di Pasquetta vengono accese le Quarantane, rimaste per tutta la quaresima a vegliare sulla città.[78]

Altre feste religiose

Varie sono le feste religiose di Lucera legate alle nove parrocchie della città e alle chiese confraternali. Molto sentite dalla popolazione locale sono le feste di:

  • San Ciro Eremita, 31 gennaio, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Spiga. Nel pomeriggio ha luogo la processione con l’incendio di batterie e in serata fuochi pirotecnici;
  • Beata Vergine di Lourdes, 11 febbraio, presso la chiesa dei Sacramentini. Suggestiva la processione oux flambusdel gruppo statuario della Vergine e di santa Bernadette Soubirous con la partecipazione numerosa del popolo e la presenza delle confraternite della città. Suggestivo il passaggio dinnanzi l’ospedale e la sosta per la santa Messa nella Basilica Cattedrale. Non mancano l’incendio di batterie e fuochi pirotecnici;
  • Santa Maria della Misericordia, ultima domenica di maggio, presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Nei 6 giorni precedenti la festa, l’icona trecentesca della Vergine Maria viene portata in pellegrinaggio nei 6 quartieri della parrocchia di porta Foggia per la celebrazione della Santa Messa. Il giorno della festa ha luogo la processione e i fuochi pirotecnici;
  • Corpus Domini, in giugno, presso la Cattedrale dell’Assunta. Nel pomeriggio processione per le vie del borgo antico con la partecipazione delle parrocchie e delle confraternite della città;
  • Santa Maria delle Grazie, 2 luglio, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. Nel pomeriggio processione per le vie della parrocchia e in serata fuochi pirotecnici. In tempi passati la festa si svolgeva presso la chiesa delle Grazie nel centro storico della città;
  • Santa Maria del Carmine, 16 luglio, presso la chiesa di Santa Maria del Carmine e parrocchia di San Matteo Apostolo. Nel pomeriggio processione per le vie della parrocchia con passaggio dinnanzi l’ospedale cittadino, dove ha luogo l’incendo di batterie. La serata si svolge in Piazza del Carmine, fra musica, bancarelle e fuochi pirotecnici;
  • Santa Maria della Vittoria, seconda domenica di settembre, presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo Apostolo. Nel pomeriggio il trecentesco simulacro della Vergine viene portato in processione per le vie della parrocchia; la serata è in musica e termina con i fuochi pirotecnici nei pressi dell’Anfiteatro Augusteo;
  • Beata Vergine del Santo Rosario, prima domenica di ottobre, presso la chiesa di san Domenico. Nel pomeriggio ha luogo la suggestiva processione con il gruppo statuario della Vergine fra san Domenico di Guzmansanta Caterina da Siena;

Numerose sono le feste minori, fra le quali ricordiamo Sant’Antonio Abate (17 gennaio con la tradizionale benedizione degli animali) presso l’omonima chiesa, San Giuseppe (21 marzo) e Santa Rita da Cascia (22 maggio con Benedizione delle Rose) presso la chiesa di San Leonardo, Vergine Incoronata (ultimo sabato di aprile con processione) presso la chiesa della Pietà, Sant’Antonio di Padova (13 giugno) presso le tre chiese francescane (Santuario di san Francesco Antonio Fasani, Pietà e San Pasquale), Cristo Re (in giugno o in novembre con processione della statua di Gesù) presso l’omonima chiesa parrocchiale, Santa Maria Goretti (6 luglio con processione e serata musicale) presso l’omonima chiesa sita nella frazione di Palmori, Sant’Anna (26 luglio con serata musicale) presso l’omonima chiesa, Beato Agostino Casotti (3 agosto) presso la Basilica Cattedrale, Santa Maria della Spiga (29 agosto con processione del quadro devozionale) presso l’omonima chiesa parrocchiale, San Pio X (in settembre con processione della statua del santo) presso l’omonima chiesa parrocchiale, Beata Vergine Addolorata (15 settembre con antica processione in Piazza Tribunali) presso il Santuario di san Francesco Antonio Fasani, e Santa Lucia (13 dicembre) presso l’omonima chiesa. Significativa è anche la festa di Santa Maria della Purità (seconda domenica di ottobre), presso la chiesa di San Gaetano da Thiene; nel pomeriggio ha luogo la piccola processione oux flambus nel quartiere di Santa Caterina, durante la quale la statua della Vergine viene sorretta unicamente da giovani ragazze.

Geografia antropica

La città di Lucera si caratterizza per la vastità del suo territorio, che la rende il trentesimo comune d’Italia per estensione e il settimo della Puglia.

Quartieri

  • Centro
  • Zona Ospedale
  • Porta San Severo
  • Cappuccini
  • Zona Anfiteatro
  • Porta Foggia
  • Lucera 2
  • Lucera 3
  • Quartiere 167
  • Stazione
  • Pezza Del Lago
  • Porta Troia
  • Porta Croce

Rioni

  • Mizze a u lareghe (Piazza Duomo)
  • Mizze a chiazze (Piazza della Repubblica) – Piazza Mercato
  • Convitto (Cassitto)
  • San Domenico
  • San Francesco
  • Cassella
  • Carmine
  • Torretta
  • Santa Lucia
  • Borgo San Matteo
  • San Giacomo
  • San Leonardo
  • Carpentieri
  • Santa Caterina
  • San Giovanni
  • Le mura

Frazioni

  • Borgo San Giusto
  • Centragallo
  • Fattoria Cavalli
  • La Marchesa
  • La Motticella
  • Masseria Casanova
  • Masseria De Palma
  • Masseria Di Giovine
  • Masseria Ferula
  • Masseria Mezzana Grande
  • Masseria Mezzanelle
  • Masseria Monaco
  • Masseria Montaratro
  • Masseria Parisa
  • Masseria Petraiolo
  • Masseria Schiavone
  • Masseria Scorciabove
  • Masseria Villano
  • Melandro
  • Palmori
  • Ponte di Troia
  • Posta Santa Lucia
  • Reggente
  • Vigna Nocelli
  • Villa Napolitano

Infrastrutture e trasporti

Strade

La città è servita dalla Strada statale 692 Tangenziale Ovest di Lucera, già nuova strada ANAS 2 Tangenziale Ovest di Lucera (NSA 2), una strada statale italiana il cui percorso si snoda per la precisione nel comune di Lucera. Rappresenta una variante al passaggio per il centro abitato di Lucera per tutto il traffico proveniente dal Molise (ovest) e diretto nella zona di San Severo e del Gargano (nord), e viceversa.

Per Lucera passano inoltre diverse strade statali e provinciali:

Ferrovie

La città di Lucera è servita dalla stazione Fs situata in Viale Della Stazione alla periferia della città ed è capolinea della linea ferroviaria Lucera-Foggia. Oltre alla stazione principale sono presenti nella città le stazioni di Lucera/Palasport e Lucera/Don Bosco. Chiusa al traffico passeggeri nel 1967 dalle Ferrovie dello Stato è stata riattivata il 14 luglio 2009 dalle Ferrovie del Gargano.

Mobilità urbana

Il trasporto pubblico urbano è organizzato su 6 linee di autobus ed è operato da mezzi moderni della ditta Lucera Service s.c.a.r.l, la quale serve oltre la città, le frazioni vicine. Gli orari di servizio per le linee diurne sono dalle 5:00 del mattino fino alle 22.00 circa. 

Tutti gli altri collegamenti (con i comuni della provincia, regionali, interregionali e internazionali) sono gestiti da tre imprese di trasporto (SITA, Ferrovie del Gargano e Marino Autolinee)

Amministrazione

Gemellaggi

  • Jesi Gemellaggio avvenuto a Lucera il 21 giugno 1970 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. Jesi, la città che il 25 dicembre 1194 gli ha dato i natali, e Lucera, la città che il 13 dicembre 1250 pianse la sua morte, avvenuta nella vicina Castel Fiorentino, in agro di Torremaggiore.
  • San Cipirello Gemellaggio avvenuto a Lucera il 24 giugno 1989 nel nome di Federico II, fra le delegazioni delle due città. San Cipirello è la cittadina che nel 1223 fece da cornice alla lotta armata fra i musulmani e le truppe sveve. La popolazione saracena della città fu deportata a Lucera, dove costituì una colonia saracena.
  • Traù Gemellaggio avvenuto a Lucera il 23 luglio 2012 nel nome del Beato Agostino Casotti, fra le delegazioni delle due città. Traù è la città che diede i natali al vescovo croato. Lucera, invece, fu la sua ultima dimora ed oggi conserva i suoi venerati resti nella Basilica Cattedrale.[83]
  • Altamura

Note

  1. ^ a b “Lucére, np. Lucera; Lucére pe Llucére, Lucera per Lucera (si diceva alla posta, spedendo la corrispondenza nella stessa città)…” (Dionisio   Morlacco. Dizionario del dialetto di Lucera. Lucera, 2015, p. 401)
  2. ^com, http://www.romanoimpero.com/2010/07/lucera-puglia.html?m=1. URL consultato il 26 http://www.romanoimpero.com/2010/07/lucera-puglia.html?m=2 febbraio 2017.
  3. ^Sito ufficiale del Comune di Lucera Archiviato il 14 giugno 2016 in Internet Archive.
  4. ^LUCERA CAPITALE DELLA PROVINCIA QUESTORIA
  5. ^Mommsen E.T.: Storia di Roma Antica,I,741-742; Sansoni Editore, 1967, Firenze.
  6. ^Lucera, fiera delle sue origini e del suo legame indissolubile con la storia di Roma, da alcuni secoli ha adottato nel suo stemma cittadino la sigla S.P.Q.L. (Senatus Populusque Lucerinus) simile a quella usata dall’Urbe, come si evince in un antico stemma in pietra nel chiostro dell’ex convento degli Agostiniani.
  7. ^Cosimo D’Angela, Luceria tra la tarda antichità e l’altomedioevo, in Lucera, Topografia storica Archeologia Arte, a cura di E. A. Sanpaolo, Adda Ed. 1999, pp. 85-94.
  8. ^Vincenzo Coletti, Indagine storiche sopra Lucera, Pompei, 1934, pp.27-53.
  9. ^Giuseppe Trincucci, La Diocesi di Lucera-Troia. Storia Arte Fede, Edizioni MGF srl, Lucera, 2004, pag. 69.
  10. ^Vincenzo Coletti, Indagine storiche sopra Lucera, Pompei, 1934, pp.55-70.
  11. ^Massimiliano Monaco, Il palazzo Vescovile di Lucera, Lucera, Edizioni Terzo Millennio, 2008, p. 35.
  12. ^Giovanni Battista Pollidori, Vita et antiqua monimenta Sancti Pardi Episcopi et Confessoris…, Roma 1741.
  13. ^Vita di San Pardo Patrono della Diocesi e della Città di Larino, a cura della Basilica Cattedrale di S. Pardo, Larino 1977.
  14. ^Anonymi Bibinensis, Vita sancti ac beatissimi Marci confessoris. La vita di San Marco di Aecae, intr. ed. critica, trad. e comm. a cura di Alfonso Michele Lotito, Grenzi Ed. 2011.
  15. ^Marcella Chelotti, Rilettura di CIL, IX 801 (Luceria), in Caldelli–Gregori Epigrafia e Ordine Senatorio, 30 anni dopo, Edizioni Quasar, Roma 2014, p. 661
  16. ^Marcella Chelotti, Rilettura di CIL, IX 801 (Luceria), in Caldelli–Gregori Epigrafia e Ordine Senatorio, 30 anni dopo, Edizioni Quasar, Roma 2014, p. 663
  17. ^Ciò si evince da un’epigrafe rinvenuta nel territorio di Torremaggiore A. Russi, Una nuova iscrizione tardoantica da Luceria, p. 41; C. Carletti, D. Nuzzo, La terza età dell’epigrafia nella provincia Apulia et Calabria. Prolegomena, in Vetera Christianorum, 44, 2007, pp. 198-199
  18. ^Situato secondo gli storici fra l’attuale Cattedrale e Porta Troia. Lippolis 1999, 1-28
  19. ^ Pietropaolo, Lucera in età romana, p. 114
  20. ^Ada Campione, Donatella Nuzzo, La Daunia alle origini cristiane, Edipuglia, Bari 1999, p. 87.
  21. ^Cosimo D’Angela, Frammenti musivi paleocristiani con iscrizioni votive da Lucera, in <<VetChrist>> XVI, 1979, pp.273-281.
  22. ^Giambattista Gifuni, Origini del ferragosto lucerino, Lucera, 1932; Giambattista Gifuni, Varietà di cultura storica, letterale e civile, a cura di Giuseppe Trincucci, Lucera, 2008, p. 55.
  23. ^Istorie fiorentine, 2 voll., Milano, 1802, vol. 2, p. 71, cit. da J.A. Taylor, Muslims in Medieval Italy, p. 35.
  24. ^“La prima ā di Luģārā va naturalmente pronunciata ä, per il noto fenomeno dell’imāla diffuso in tanta parte del territorio linguistico arabo e segnatamente in Occidente, il quale si riscontra costante nella grafia dei nomi proprio lucerini (Agegius= al-Ḥaģģāģ, Solimen=Sulaymān, Abderramen e Adrahmen=ʿAbd ar-raḥmān [ma anche Aderraman], Hosman e Occhimen=ʿUṯmān ecc.).” G. Levi Della Vida, La sottoscrizione araba di Riccardo di Lucera, in <<Rivista degli Studi orientali>>, X, 1923-1925, p. 292
  25. ^Nunzio Tomaiuoli, Lucera, il Palazzo dell’Imperatore e la Fortezza del Re, Lucera 1990, pag. 46
  26. ^a b Nunzio Tomaiuoli, Lucera, il Palazzo dell’Imperatore e la Fortezza del Re, Lucera 1990, pag. 50
  27. ^Nunzio Tomaiuoli, Lucera, il Palazzo dell’Imperatore e la Fortezza del Re, Lucera 1990, pag. 81.
  28. ^Archivio Storico Diocesano di Lucera. Processo canonico al Miracolo del 1837
  29. ^Il secondo vicolo più stretto dell’Europa
  30. ^L’Anfiteatro di nuovo Arena come un tempo Archiviato il 1º settembre 2012, in Internet Archive.
  31. ^Storia del Cinema Teatro dell’opera Archiviato il 7 aprile 2013 in Internet Archive.
  32. ^Sito Ufficiale del Museo Civico di Lucera[collegamento interrotto]
  33. ^“Maria…vieni a Marcello” girato a Lucera
  34. ^Trent’anni fa a Lucera si girava “Il soldato di Ventura” con Bud Spencer
  35. ^Troisi a Lucera per “Le vie del Signore sono finite”
  36. ^a b “Il diario di un prete” girato a Lucera
  37. ^Girato a Lucera “Il procuratore”
  38. ^A Lucera si gira “Come il vento”
  39. ^A Lucera si gira “La Cornice” con Flaherty e Cuccinotta
  40. ^Si gira a Lucera “In viaggio con Adele” con Isabella Ferrari

 

Bibliografia

  • Giambattista d’Amelj, Storia della Città di Lucera, Lucera 1861, II ed. Bologna 1983;
  • Giambattista Gifuni, Origini del ferragosto lucerino, Pesci, Lucera 1932, II edizione 1933;
  • Vincenzo Coletti, Indagini storiche sopra Lucera, Pompei 1934;
  • Giambattista Gifuni, Lucera, Lucera 1934, II ed. Urbino 1937, III ed. Lucera 2008;
  • Raffaele Licinio, Voce LuceraEnciclopedia FedericianaIstituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani
  • Giuseppe Trincucci,  Storia e volti nel tempo, Lucera 1981;
  • Enrico Venditti, Vecchio Ferragosto Lucerino, Editrice Costantino Catapano, Lucera 1985;
  • Dioniso Morlacco, Le mura e le porte di Lucera, Lucera 1987;
  • Julie Anne Taylor, Muslims in Medieval Italy. The Colony at Lucera, Lanham-Boulder-New York-Toronto-Oxford, Lexington Books, 2003. ISBN 0-7391-1484-0
  • Dionisio Morlacco, Dimore gentilizie a Lucera, Foggia 2005;
  • Massimiliano Monaco, Lucera nella Storia e nell’Arte, Lucera 2009;