MALATTIE DEI BAMBINI E I RIMEDI

LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA: MALATTIE DEI BAMBINI E I RIMEDI

Tratto dal libro “LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA” di Giuseppina Bellucci 

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TRADIZIONI POPOLARI

 

Molte malattie insidiano la vita dei bambini e le mamme cercano di curarli a modo loro, ricorrendo solo nei casi estremi al medico, tanto Pazze e piccirille, Ddije l’aiute (Pazzi e piccolini, Dio l’aiuta).

Le malattie più frequenti sono: i discenze, cioè le convulsioni, che è una donna specializzata cura mettendo attorno al collo del malatino ‘na nzérte, cioè un serto di aglio e dicendo preghiere e formule magiche.

Il popolo non cura la crosta lattea perché crede che sia uno sfogo benefico dell’organismo e teme che applicando pomate medicamentose, che guariscono la manifestazione esterna della malattia, si abbia lo sviluppo del male in altri organi.

Altrettanto dicasi delle febbri di crescenza che a volte invece nascondono delle malattie serie.

L’aglio serve anche per scacciare i vermi e allora viene dato al bambino insieme o panecuttille.

Tornano le formule magiche nella cura d’i recchjale, o cioè degli orecchioni, accompagnate da tre croci nere fatte con l’inchiostro sulla parte malata.

L’inchiostro serve pure a guarire le scottature.

Se il bambino mangiando, rischia di soffocare, la mamma gli dà dei colpi alla schiena e gli dice di guardare in alto perché c’è la vecchia.

Ogni dente che casca deve essere gettato sulla casa di fronte e precisamente sul tetto con la seguente preghiera: Titte, titte, titte, t’e u sturte e damme u ritte (Tetto, tetto, tetto, tieni il dente storto e mandamene uno dritto).

Per far passare i vermi ai bambini, si deve passare lentamente la mano sulla pancia del bambino e bisogna dire:

Lunedì sande, io te ngande, u padre, u figghje e u spirite sande

Martedì sande, io te ngande, u padre, u figghje e u spirite sande

Merculdì sande, io te ngande, u padre, u figghje e u spirite sande

Giovedì sande, io te ngande, u padre, u figghje e u spirite sande

Venerdì sande, io te ngande, u padre, u figghje e u spirite sande

Sabbate sande, io te ngande, u padre, u figghje e u spirite sande

U jurne de Pasque, tutt’i virme càdene.

(Lunedì santo, io ti incanto, il Padre, il Figlio e lo Spirito santo. Martedì santo, io ti incanto, etc. etc. e così sino a sabato, il giorno di Pasqua tutti i vermi cascano).

Per guarire la varicella che chiamano comunemente mbruuille frajate, per distinguerla dal vaiolo esclusivamente chiamato mbruville, basta passare sulle bollicine rosse dell’olio d’oliva.

Per far crescere i bambini danno i pastunache (carote gialle) a digiuno.

Come cura di calcio si usa un uovo intero col guscio tenuto nel succo di limone per tutta una notte, il giorno dopo si beve succo di limone.

Come ricostituente si dà del vino bianco in cui sia stato immerso un chiodo arroventato.

Per far dormire tranquilli i bambini si dà loro ‘a cambumille (la camomilla), che è utile pure per curare il mal di pancia.

Contro la tosse va bene u cuppetille, ossia il coppo, oppure radici di bietole bollite, e ancora decotto di fichi secchi, carrube e scorze di mandorle.

Per far dormire i bambini si dà loro u papagnone, che si ricava dal papavero.

Nel popolo si fa confusione tra morbillo è scarlattina che vengono indifferentemente chiamati ‘a vetranèlle, così si fa confusione tra idrocefalo e distrofia dei bambini dando a tutte due i mali il nome: u serrone.