PECHESSCIA ROSSCE

PERSONAGGIO POPOLANO: PECHESSCIA ROSSCE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

Disegno di PASQUALE FORTE

Guglielmo Solitano era messo comunale: lucerino verace, uomo di stampo antico, onesto e garbato, ligio al suo dovere.

Per la sua statura e per il suo contegno, che all’occorrenza sapeva essere austero, assolveva molto bene l’incarico di portare l’insegna cittadina nelle celebrazioni ufficiali e nelle manifestazioni, alle quali la civica amministrazione partecipava coi suoi rappresentanti.

Statuario, con la sua alta figura eretta, nessuno meglio di lui poteva rappresentare più degnamente il Comune nelle grandi occasioni, per le quali indossava il suo rituale abbigliamento: feluca, marsina cremisi (‘a pechèsscia rosce), nere scarpe di vernice, guanti bianchi, calzettoni e pantaloni pure bianchi, fino al ginocchio.

In mezzo a due colleghi, in abito nero e guanti bianchi, sfilava col suo incedere solenne, reggendo il labaro sfolgorante, e «da quella scorta imponente il gonfalone traeva dignità».