PRIMI APPROCCI, CORTE, CANZONI DI DISPETTO E FIDANZAMENTO

LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA: PRIMI APPROCCI, CORTE, CANZONI DI DISPETTO E FIDANZAMENTO

Tratto dal libro “LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA” di Giuseppina Bellucci 

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TRADIZIONI POPOLARI 

 

PRIMI APPROCCI, CORTE E CANZONI DI DISPETTO

Le ragazze di Lucera incominciano a fare all’amore verso i sedici anni, le

più precoci anche a 14 o 15 anni; i maschi dai 15 in su.

La corte si fa passeggiando davanti alla porta o sotto la finestra della zita.

Quando ella esce lo spasimante la segue passo passo e solo dopo parecchi giorni osa avvicinarsi dicendole timidamente, se la ragazza sta in piazza a fare lo strusscio: segnurì, cagnate strade ca v’agghja parlà (signorina, cambiate strada che debbo parlarvi).

Se la fanciulla corrisponde ai sentimenti di lui, lascia la piazza e va per una stradina buia insieme ad un’amica seguita dal ragazzo con un amico.

Così lui le fa la dichiarazione d’amore!” e i due incominciano ad incontrarsi di nascosto. Per le strade più frequentate fanno finta di non conoscersi e non si salutano nemmeno.

Questi amori ammecciune”, cioè di nascosto, hanno poca durata ed è raro che vadano a finire a matrimonio.

Dopo pochi mesi uno dei due si stanca e lascia l’innamorato.

Se la lite è definitiva si tira un capello e lo fa volare via dalla parte del cimitero o si fa una croce sul ginocchio col pollice della mano destra bagnata di saliva.

Le nostre fiere popolane non danno a vedere mai il loro dispiacere per l’abbandono di un fidanzato, anzi vogliono mostrarsi contente a tutti e cantano a voce alta quando vedono passare il vecchio innamorato. Così fioriscono le canzoni di dispetto.

Ecco come canta una faniulla abbandonata quando vede passare il suo vecchio amore: vi, lù vi, lù vi, mò se ne véne, c’a segarètta mmocche e va ffacènne u sscéme. (Eccolo, eccolo, eccolo, sta arrivando. Va facendo lo scemo con la sigaretta in bocca) e gli fa capire che si è già consolata: Quand’è bbèlle lu prime ammore, lu seconde è cchjù bbèlle angore. (Quanto è bello il primo umore, ma il secondo è più bello ancora)

Se, lui l’ha piantata perché la ragazza non gli piace più, ecco la strofetta pungente: nen zò bbèlle, nen zò bbrutte, il mio viso piace a ttutte, piace a mamme che m’à fatte, e nno a tè facce de gatte. (Non son bella e non brutta, il mio viso piace a tutti, piace a mamma che mi ha fatto e non a te faccia di gatto).

Quando è la ragazza che pianta l’innamorato, le amiche di lei lo prendono in giro: “aje fenute de fà u zumbitte, u sotte e sope nu puje fà cchjù aje fenute de fà u zumbitte” (Hai finito di fare il conquistatore, il su e giù davanti alla bella non lo puoi fare più).

Altre volte le ragazze prendono in giro la loro amica ricca che è stata abbandonata ed invece vuol fare all’amore:

Domanda:

“Perché piangi Mariettina?

sai che il pianto ti fa male.

Prendi l’ago e il ditale

e vai in camera a lavorare”.

 

Risposta:

“Lavorare io non posso

perché mi trema la mano.

Sono figlia di ricchi signori

e sono nata per fare l’amore”.

Come vediamo sono quasi sempre le ragazze a prendere in giro i giovanotti: infatti, essi poverini, hanno poca fantasia e cantano per tutte la stessa canzone:

Le ragazze di Lucera

portan tutte le veste corte

per farsi vedere

le loro gambe storte.

E la Marianna la va in campagna.

Quando il sole tramonterà, tramonterà

chi sa quando, chi sa quando ritornerà …

Essi hanno poche iniziative: continuano a passeggiare su e giù sospirando davanti alla casa della zita, mentre la ragazza se non lo vuole sa ben dirglielo: Sènze che passe e spasse, c’a zita nen te vole, ci perdarraje i passe, i suspire e i parole(Senza che passi e ripassi, la ragazza non ti vuole, sprecherai i passi, i sospiri e le parole).

E ancora: “Annanz’a casa mije ce stace u mbusse e se tu passe e spasse te rumb’u musse” (Davanti casa mia è bagnato a terra, e se tu continui a passare, scivolerai e ti romperai il muso).

 

FIDANZAMENTO

Quando le intenzioni sono serie si fa il fidanzamento in casa.

Se è un matrimonio d’amore andrà il padre del fidanzato o un parente a chiedere la mano della ragazza, altrimenti prima andrà la ruffiana ad informarsi ddella dote e poi ci saranno gli approcci tra i familiari.

Non si usa fare una festa con invitati per il fidanzamento: ci sarà solo un pranzo a casa della sposa e scambieranno i regali tra i fidanzati.

Lui se è ricco deve fare a lei tutto il mezzo finimento (il finimento è composto di orecchini, spilla e collana d’oro.

Lei deve regalare u lui una camicia ed una cravatta.

Il fidanzato può andare a casa della ragazza solo la sera a trattenersi per il tempo stabilito; si vedranno anche la domenica mattina per andare a messa insieme ed il pomeriggioper fare una passeggiata, ma sempre accompagnati.

Spesso i genitori della ragazza non gradiscono il giovane da lei scelto, ed allora la lotta è feroce; la ragazza che vuole sposare il suo innamorato ad ogni costo sa che: Quanne duje se vonne, cinde nen ponne (quando due si vogliono, cento non possono impedirlo).

E si mette d’accordo con lui per scappare insieme.

A volte non hanno mezzi per fuggire ed allora lui bacia la ragazza per strada, oppure entra in casa di lei quando e sola, così la fanciulla è compromessa e debbono lasciarli sposare.

Gli amori contrastati, i delitti passionali, i suicidi per amore non sono rari nel popolo lucerino che è molto attaccato all’onore delle ragazze e tali avvenimenti colpiscono in particolar modo la fantasia ed il cuore dei concittadini, che su di essi fanno subito la canzone.