RIMEDI PER LE MALATTIE DEL BESTIAME

LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA: RIMEDI PER LE MALATTIE DEL BESTIAME

tratto dal libro “LE TRADIZIONI POPOLARI DI LUCERA” di Giuseppina Bellucci 

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TRADIZIONI POPOLARI

 

‘A vrèccia a vessciche (i calcoli vescicali) si elimina mediante un decotto di erba lénghe de vove, lingua di bue, o cercando di intromettere nella vescica un granello di sale.

‘A reprensione a spalle (miosite alla spalla) si cura facendo una frizione di olio canforato o salasso, oppure un drenaggio sotto pelle con un nastro per la fuoriuscita degli umori; questo procedimento si chiama u lacce e spalle.

Sanghe e pide e a i denucchje de dréte (sangue ai piedi ed ai garretti) si cura con acqua fresca e vescicante.

U tucche cerebrale si cura con acqua fresca o neve o salasso.

Coleche a ssanghe, cioè l’iperemia intestinale si cura con olio di oliva e camomilla.

‘A coleche o stomeche per sopraccarico si cura con olio di oliva, camomilla, decotto di radici di pomodoro, bagni caldi di acqua tiepida sotto il ventre.

L’ugghje de rute ogn’e mmale strude cioè l’olio di ruta che ogni male spegne si usa nelle adeniti e edemi vaganti.

Sfrangiature, cioè la distruzione di qualche tendine, si cura con acqua fresca o vescicante.

Un tumore, un gonfiore o qualsiasi enfiagione si cura c’a maleve e panecutte.

Sulle ferite si sparge ‘na préte sfracanate, che sia stata però prima bollita.

L’adenite si cura c’a cènere vellute (cenere bollita) o uglje ferrate (olio con cui sia stato fatto friggere un ferro arrugginito).

I malattije a l’ucchje si curano con polvere da sparo.

U capacirre, cioè il mal della talpa si cura con calce viva o solfato di rame.

Contro l’infiammazione di qualsiasi parte del corpo si usa a cretate, cioè la creta impastata con l’aceto.

‘A sérchje, l’unghia spaccata si cura con sego di animale.

‘A ranule sotto la lingua si brucia con lardo acceso.

Il rammollimento della forcina del piede (cioè il cancro del fettone) si cura con polvere di solfato di rame.

U tarle (cioè l’onicomicosi) si cura con l’olio fritto.

U scalefascione, cioè l’eczema, si cura con segno di animale.

‘Na botte de sanghe, (cioè l’orticaria) si cura con acqua fresca e salasso. Per cicatrizzare le piaghe si usa scorza di albero (quercia bollita).

La paralisi del tronco posteriore si cura con un impiastro nella regione renale fatto di bianco d’uovo e stoppa (canapa) e l’animale viene immobilizzato in un telaio.

Quando l’animale nasce chiuso nel sacco (u vannenille) aprono subito il sacco per timore che muoia asfissiato.