RUSSO ALFREDO

Alfredo Russo, è nato a Lucera nel 1947.

Le sue opere sono custodite presso collezioni private ed Enti pubblici in Italia e all’estero.

Dei suoi lavori si sono interessati importanti critici, la stampa nazionale ed internazionale e cataloghi ed annuari d’arte.

Alfredo Russo nel 1995 ha partecipato alla Biennale di Venezia.

La poetessa Bruna Filippone di Soverato dice di lui:

Ogni suo quadro è un messaggio; egli infatti lo concepisce come centro in cui si coagulano ‘eventi’ dal quale gli stessi eventi si irradiano in forma di energia luminosa, di colore, di luce, liberando energia plastica in “favole” dolci e misteriose.

Oltre le forme e le linee, oltre le immagini e i corpi, l’artista esalta nei suoi lavori i pensieri dell’uomo, la sua voglia di vivere, la ricerca incessante di nuove esperienze e nuove sensazioni.

Il suo disegno è tutto intessuto di tentativi di verifica; i giochi sottili, le sfumature attorno alle tematiche per stabilire quella “meditatio” sulle cose, l’intensità d’amore e un istintivo quanto esame critico del mondo e della persona, determinano in Alfredo Russo la ragione fondamentale del suo appartenere all’arte.

È indubbio che Russo possiede interamente il mezzo tecnico, il sapiente uso della materia che sviluppa con ottimi cromatismi e alternanze equilibrate di spazi ma è anche vero che il suo linguaggio filologico si snoda in un figurativo moderno che raggiunge piacevoli e felici espressioni cariche di sollecitazioni che sono frutto di una evidente ricerca e meditazione che ingloba tradizione e modernismo.

Sostanzialmente la pittura di Russo si presenta aperta a molte interpretazioni, densa di significati che vanno prevalentemente nelle figure dal cromatismo morbido e nell’accennato gioco di luci e ombre che determinano un’atmosfera soffuso di malinconia e dolcezza.

L’attività creativa dell’autore si rivolge verso tematiche particolari con l’intenzione di carpirne il mistero e ricondurlo sulla tela in chiave personale con l’acquisizione dei mezzi tecnici e della conoscenza della sua epoca, così che la tela diventa mezzo per narrare la sua vicenda di uomo, d’artista e soprattutto di poeta della vita”.

 

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