SMARGIASSE E LUVEGÈLLE

PERSONAGGIO POPOLANO: SMARGIASSE E LUVEGÈLLE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

Disegno di PASQUALE FORTE

Erano marito e moglie ed abitavano in un misero terraneo della vasta corte del palazzo Candida, nell’omonima via.

Spingendo a mano un carrettino, percorrevano le strade cittadine raccogliendo stracci, e con questa attività di cenciaioli riuscivano a sopravvivere.

Ad ogni cantina che incontravano lungo il percorso sostavano un poco e Luveggèlle, ormai per abitudine, vi entrava e ne usciva con un quartino di vino che porgeva al marito, gran bevitore.

Oltre alle più grandi cantine, ve n’erano allora in Lucera molte altre, dette casarole, di piccoli produttori, che vendevano direttamente vino genuino nella loro abitazione, utilizzando per l’occasione qualsiasi ambiente casalingo: sala da pranzo, camera da letto, cucina.

Al termine del giro quotidiano si può ben immaginare quale fosse il grado di lucidità di Smargiasse.

La gente nel vederli passare si divertiva ad osservarli e a motteggiare.

Nda vedènze a’ fèsse — ripeteva Smargiasse alla moglie e la incoraggiava così a compiere il suo dovere alla cantina.