SPERNICCHJE

PERSONAGGIO POPOLANO: SPERNICCHJE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

 

Nel linguaggio popolare il termine spernicchje ha un significato limitativo e viene usato per indicare un ragazzo o un uomo di modesta struttura fisica, cioè piccolo di statura e piuttosto magro.

Ma questa insufficienza corporea si ritrova spesso associata, come per naturale equilibrio o ricompensa, a uno spirito vivace e, qualche volta, turbolento.

Se tale fosse la corporatura di Luigi Bucariello, detto Spernicchje, non si sa, tuttavia, a giudicare dalle sue azioni, emerge il profilo di un popolano furbo e traffichino, che uscì sempre vittorioso dalle sue varie imprese, donde la sua grande notorietà.

Ma, come si sa, anche i forti e gli astuti, i violenti e i prepotenti, vanno incontro a momenti di debolezza e di resa.

E ciò capitò appunto a Spernicchje.

Una sera d’ottobre del 1902, nella cantina di Trivisonne in Via d’Auria, per i soliti futili motivi di gioco, vennero alle mani il carrettiere Vincenzo Vitagliani e il contadino Luigi Creaturo.

Nella rissa si intromise Spernicchje, «riuscito sempre vittorioso in moltissime risse», fingendo di mettere pace, ma «col recondito proposito di prendere le parti difensive di Vitagliani, suo parente.

L’atto di Spernicchje, già pratico delle risse, fu presto capito dal Creaturo, che lo invitò a badare ai fatti suoi, ma per tutta risposta Spernicchje gli assestò due colpi di bastone.

Fu allora che il Creaturo, cavata di tasca un’arma tagliente, vibrò due colpi alla faccia del Bucariello, il quale riportò due ferite guaribili infra i 20 giorni, con possibile sfregio permanente.

E così il povero Spernicchje, che finora ha registrato nel bilancio della sua avventurosa vita sempre le partite attive, incomincia a registrare anche le passive».

Avventurose, cioè incerte, scarse di profitto e non prive di imprevisti, furono anche le attività che Spernicchje dovette svolgere per campare.

Nel 1911 faceva il mediatore, quando incorse in un «incidente» di mestiere, che significò certamente un’offesa per il suo carattere e il suo passato.

Un tal Dantino, per suo tramite, aveva venduto una partita di grano a Luigi Spinelli, ma, essendo sorta una controversia sulla quantità di grano da consegnare, Spernicchje intervenne nella discussione, fattasi improvvisa. mente molto vivace.

«Ne accadde un parapiglia, giacché a un dato momento Dantino e Spernicchje si trovarono di fronte minacciosi con le rivoltelle in pugno». L’intervento di amici comuni riuscì a placare i due, che si allontanarono.

Ma Spernicchje, raggiunto dalla guardia Abruzzese, con le buone fu condotto all’Ufficio, dove egli credeva di dover dare dei semplici chiarimenti su quanto era successo, invece fu dichiarato in arresto.

Allora si ribellò e avvenne un pandemonio. «Innanzi all’ufficio si fece gran folla, accorsero i carabinieri e a stento Spernicchje potette essere messo a forza su una carrozzella e menato alla caserma.

Per la verità tutti davano ragione a Spernicchje, non per la resistenza agli agenti, ma per aver tenuto fronte al Dantino che non tenne con lui un contegno encomiabile.

Manco a dirlo, ora Spernicchje è diventato più popolare».