TASCIONE

PERSONAGGIO POPOLANO: TASCIONE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

Altro popolano di sope i Mure era il facchino Tascione.

Anch’egli, come tanti, per sbarcare il lunario eseguiva incarichi, non sempre leciti e si dedicava a traffici e negozi espressamente proibiti: «Il facchino Tascione entrava in città a Porta Foggia con un sacco con dentro nascosti una quindicina di chili di carne equina. Fermato dalla guardia daziaria Michele Perretti, fu sequestrata la carne ed elevata contravvenzione».

Coinvolto in risse e protagonista di atti di violenza, finì anch’egli spesso nella cronaca: «Nella cantina del sig. Luigi Schiavone in Via Scassa, per futili motivi, il cantiniere Sasso Gaetano di anni quaranta, e tal P. V. di anni trentacinque, soprannominato Tascione, vennero a diverbio tra loro.

Il Sasso riportò alla testa una ferita, prodotta da un colpo di bastone, guaribile oltre il decimo giorno.

Il ferito ebbe le sollecite cure del medico Iacovone e dei militi della Croce Verde.

Il feritore fu arrestato dall’agente Vincenzo Ardito».

In seguito Tascione si diede a vendere carbone grosso e minuto (‘a ruscia e ‘a caravunèlle).