CACHIZZE

PERSONAGGIO POPOLANO: CACHIZZE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

S’ignora il nome, ma è rimasta proverbiale la sua fretta di agire.

Non poneva limiti di tempo alle cose da fare: per una sua personale e immediata interpretazione della massima che consiglia di non rinviare a domani ciò che si può fare oggi, pretendeva di risolvere tutto e subito.

Ma la fretta, si sa, il più delle volte è cattiva consigliera, per cui quasi sempre le azioni di Cachizze non sortivano i buoni esiti sperati, donde il senso spregiativo attribuito al suo nomignolo.

Al termine della raccolta del grano, i padroni usavano prenotare la manodopera per la prossima mietitura, il 16 di agosto, in piazza.

Una volta fu ingaggiato anche Cachizze.

Ma, poiché di lui c’era poco da fidarsi, il padrone, che lo aveva impegnato, nell’incontrarlo, volle ricordargli la parola data.

Patrù, vulime jì mo? — rispose con la sua proverbiale impazienza Cachizze, dimenticando che era la vigilia di Natale!