JÈLE PAPE

PERSONAGGIO POPOLANO: JÈLE PAPE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

 

Raffaele Papa, donde Jèle Pape per i concittadini, era un piccolo agricoltore, d’indole assai mite.

Non sapeva leggere, nè scrivere, nè conosceva i numeri, neanche quelli dell’orologio.

Quando tra il 1911-12 scesero anche a Lucera gli svizzeri, che andavano vendendo per le strade tavolette di cioccolato al latte (i poglje), gianduie e orologi da tasca, Jèle Pape volle acquistare un bell’orologio con la catenella placcata d’oro, e fu così contento del suo acquisto che, due giorni dopo, per la festa di Piedigrotta a Napoli, con l’abito buono e l’orologio nel taschino, corse a godersi la festa nella città del Vesuvio.

Nel treno, non riuscendo a dimenticare la sua «cipolla», la estraeva ogni tanto dal panciotto e la guardava compiaciuto.

Il suo ripetuto gesto destò l’attenzione del viaggiatore che gli era accanto, il quale fu spinto a chiedergli:

– Scusi, che ora è?

Preso in fallo, Jèle Pape finse di non udire, però avvampò, cominciò a sentir caldo, a sbuffare, finché si alzò infastidito.

Tale comportamento incuriosì maggiormente il forestiero che gli ripeté la domanda:

– Scusi, che ora è?

Alla nuova richiesta Jèle Pape, seccato più di prima, rispose: – U llorge è u mije… u sacce e nd’u vogghje dì !