MECHELINE ‘A CASTAGNARE

PERSONAGGIO POPOLANO: MECHELINE ‘A CASTAGNARE

dal libro “Chi campa, véde” di Dionisio Morlacco

Alta e snella, vedova con tre figli: due ragazze, molto belle, e un giovane, di nome Michele.

Era venuta dalla provincia avellinese ed aveva aperto bottega al Corso Umberto I, in un terraneo di fronte al Caffè Palmieri, sotto il palazzo di Don Federico De Peppo.

Alternava il suo soggiorno a Lucera con quello nel paese di origine: da ottobre ad aprile era a Lucera; poi, chiuso il suo modesto esercizio, si recava nel paese natio, per approvvigionarsi della merce.

Alla sua morte l’attività commerciale fu ereditata dal figlio, Michele Pollino, che venne a stabilirsi anch’egli a Lucera, con la moglie e quattro figlie, tutte maritate.

Qui u figghje ‘a castagnare rimase anche quando perse la moglie.

Allora continuò da solo a gestire il suo negozietto, segnalandosi per gli ottimi prodotti, che importava dalla sua Irpinia: noci, nocelle, ceci abbrustoliti, fafe d’u moneche e spassatimbe (semi di zucca essiccati e abbrustoliti), che vendeva anche girando per le strade, soprattutto la domenica, col suo carrettino, o con una bisaccia piena sulle spalle.